«Abbiamo presentato un esposto per fare chiarezza sulla vendita di ChieriFarma»

Chieri, 3 maggio 2017 «Vogliamo verificare la legittimità e la legalità delle procedure dell’amministrazione comunale in merito alla vendita delle quote di ChieriFarma». Questa la motivazione dell’esposto inviato alla Procura della Repubblica, all’Autorità Nazionale Anticorruzione e all’ufficio territoriale del Governo, ieri, mercoledì da Rachele Sacco, capogruppo FI in consiglio comunale.
«Il Comune detiene il 100% delle quote di ChieriFarma – spiega Sacco – Nel 2005 ha stipulato con i dipendenti un accordo sindacale che prevedeva particolari garanzie e tutele, in particolare il diritto di prelazione da parte dei dipendenti in caso di vendita parziale o totale della società».
Un accordo che ora rischia di essere aggirato: «A giugno 2016 l’amministrazione ha deciso di cedere le quote e vengono approvate delle modifiche allo statuto societario – ripercorre Sacco nell’esposto – In queste modifiche viene eliminato l’obbligo da parte del Comune di mantenere il 51 per cento delle quote e viene stipulato un accordo tra società e Comune per l’affidamento del servizio e l’uso delle licenze per 40 anni a partire dal 2017».
In pratica la società può essere data in gestione a terzi senza la possibilità di opposizione: «Ciò che è peggio è l’atteggiamento verso i dipendenti delle farmacie comunali – va al punto Sacco – Quando è stata decisa la vendita i dipendenti sono stati convocati dall’assessore Paschero e dal sindaco Martano insieme all’amministratore delegato Vergnano. Nell’incontro sono stati messi al corrente che il diritto di prelazione sarebbe stato escluso dal bando perché l’accordo del 2005, secondo il parere dell’avvocato Sarzotti, sarebbe stato illegittimo».
Un parere però mai pervenuto alle farmaciste: «E neanche a me – riporta Sacco – In più occasioni, e nello stesso Consiglio comunale ho chiesto che ci venisse fornita documentazione».
Qualcosa dunque non torna: «A marzo è stata fatta una commissione con odg proprio ChieriFarma – precisa nell’esposto – Qui è stata consegnata una bozza del bando di gara e in questa bozza è citato l’accordo di prelazione senza riferimenti al parere dell’avvocato Sarzotti».
Il parere dell’avvocato è reso noto solo durante il Consiglio Comunale del 29 marzo: «Parere che tuttavia è stato consegnato ai consiglieri solo all’ultimo momento durante la discussione in consiglio comunale togliendo ogni possibilità di indagine e approfondimento – rammenta la capigruppo – Scopriamo che il parere è stato chiesto da Vergnano e non dall’amministrazione comunale, unica legittimata alle decisioni e nulla viene detto sulla farmacia di Villastellone, anch’essa in ChieriFarma».
Da qui l’accusa di poca trasparenza: «Con un gioco delle tre carte l’amministrazione si sta sottraendo dagli obblighi contrattuali, ma soprattutto morali nei confronti dei dipendenti, svendendo per altro la società – analizza Sacco – In pratica con la cessione delle quote per quarant’anni sembra in realtà un tentativo di aggirare quanto previsto dall’art.12 comma 2 della legge 392/1991 in forza della quale “in caso di trasferimento della titolarità della farmacia comunale, i dipendenti hanno diritto di prelazione”».
La base d’asta per la cessione delle quote è infatti di 57mila euro e il bando prevede da parte degli acquirenti l’impegno a corrispondere al Comune 3milioni e 100mila euro a fronte di una convenzione di 40 anni: «Un prezzo completamente fuori mercato che tiene conto solo della perizia, ma non del reale valore di una simile attività commerciale con un’ottimizzazione di gestione. Una scelta del genere non favorisce in alcun caso il Comune, se non nell’immediato, permettendo così all’attuale Giunta di farsi campagna elettorale a spesa dei cittadini»