«Allarmismo: lo fa chi tace informazioni o chi cerca di far chiarezza?»

Richieste di chiarimenti e minacce di denuncia. Il “caso migranti” a Chieri si trasforma in un scontro tra maggioranza e opposizione. La notizia dell’ipotetico arrivo di nuovi richiedenti asilo ha scosso la politica piemontese e chierese oltre che la cittadinanza. «Se non si vuole diffondere il panico va fa fatta chiarezza – resta ferma Rachele Sacco
capogruppo e consigliere comunale, alle dichiarazioni dell’Assessore Olia – Ho troppo rispetto per le istituzioni per potermi permettere di diffondere notizie non rispondenti al vero. Chiedo semplicemente di essere informata e a mia volta di poter informare i cittadini che costantemente cercano di essere aggiornati e chiedono notizie sul tema dei migranti. Pagine intere, in questi giorni sono state dedicate a questo argomento, da giornali a tiratura nazionale e locale, segno chiaro ed evidente della necessità di informare, nonché il bando nebuloso pubblicato sul sito della Prefettura, con tanto di bando scaricabile»
Un punto di vista ben diverso da quello che l’amministrazione comunale ha voluto far intendere: «Se il compito dell’informazione fosse assunto dall’amministrazione comunale di Chieri, molto probabilmente i nostri concittadini sarebbero più tranquilli e meno preoccupati di un futuro sempre più incerto. La non informazione crea paure ed ansia. Da parte mia e del mio gruppo sicuramente, ed in modo chiaro, netto ed istituzionale, andremo alla ricerca di notizie, in modo da poter erogare, in modalità compiuta e corretta, informazioni. Questa amministrazione continua ad informare a cose fatte, invece di coinvolgere la popolazione. Questo atteggiamento non fa altro che fomentare paura e rabbia. Un atteggiamento che abbiamo già visto con l’ospedale unico o con l’arrivo dei 20 pakistani, dove siamo stati additati di raccontare menzogne! Ma così non è stato, avevamo ragione noi! Anche lì hanno negato informazioni fintanto che non sono arrivate le nostre dichiarazioni».
Fare chiarezza dunque per evitare che le situazioni degenerino: «Con il mio gruppo abbiamo sempre e solo cercato di evidenziare ciò che è palesemente poco chiaro – considera Sacco – Il numero dei profughi è scritto nero su bianco sui documenti della Prefettura. Non ci siamo inventati nulla. Se l’assessore Olia ha le prove che saranno davvero solo dieci in più i migranti sarò la prima a informare e tranquillizzare».
La volontà è dunque quella di approfondire: «Mi rivolgerò io stessa all’Anci, come membro del direttivo nazionale e regionale dell’associazione nazionale per i comuni italiani, per capire quello che sta accadendo se ncessario – prosegue la consigliera – Non essendo in maggioranza non ho accesso alle stesse informazioni cui credo il sindaco Martano e l’assessore Olia dispongono».

Prosegue la consigliera:« Il procurato allarme – precisa Sacco – è ben altra cosa. Per rispetto alla carica che ricopro, capogruppo e consigliere comunale, chiedo all’amministrazione di darmi gli strumenti per svolgere al meglio il mio compito. Le velate minacce non sono sicuramente lo strumento migliore. Ho perorato in ogni contesto la necessità di informare, ma è un elemento che purtroppo manca all’amministrazione chierese. Nell’ambito delle mie possibilità cerco di sopperire, sempre nel pieno rispetto delle regole. Se ci sono numeri contrastanti, quelli pubblicati da vari giornali e da organi di informazione, chiedo all’amministrazione chierese di inviare una richiesta di rettifica e smentita, con dati ufficiali alla mano. Con questi credo di aver risposto a quanto dichiarato dall’assessore Olia, se mai le sue parole fossero rivolte alla sottoscritta»
E aggiunge «In casi come questi maggioranza e opposizione dovrebbero collaborare e non penso che le minacce di denuncia siano lo strumento migliore. La mia disponibilità ad operare a favore di Chieri e dei chieresi è totale è lo è sempre stata. Se l’amministrazione chiedesse collaborazione su alcuni grandi temi che incombono sulla città io e il mio gruppo saremmo assolutamente disponibili, per rispetto al patto con gli elettori, sia nei confronti di chi ci ha sostenuti con il voto e sia, per quanto mi riguarda, nel rispetto totale della comunità chierese»
E Conclude Sacco – «Il procurato allarme è anche non informare i cittadini fomentando ansia, rabbia e paure».