«Non avremo l’ospedale e stiamo perdendo anche i servizi»

Chieri, 19 luglio 2016. Il progetto dell’Ospedale Unico avanza. Velocemente. Passando sopra la testa dei cittadini e tagliando fuori dalla decisione finale i Comuni che fanno parte dei quattro distretti dell’Asl To 5. La location sembra ormai certa.
Lunedì mattina, con i tecnici regionali dei settori edilizia sanitaria, urbanistica e trasporti, l’assessore regionale alla Sanità Saitta ha esaminato insieme ai sindaci di Moncalieri Paolo Montagna, di Chieri Claudio Martano e di Carmagnola Ivana Gaveglio, la cartina che evidenzia il tratto compreso tra le stazioni ferroviarie di Trofarello e Cambiano come la zona baricentrica più servita sia per il trasporto privato sia per il trasporto pubblico, su gomma e su rotaia.
«A differenza di quanto continua ad affermare l’assessore Saitta, i territori non sono stati coinvolti nella scelta – denuncia Rachele Sacco Presidente del Comitato per l’Ospedale a Chieri – Ma hanno subito una scelta regionale, dettata da logiche difficili da comprendere. I cittadini stanno vedendo smantellare ogni giorno un pezzo del proprio ospedale, senza la garanzia di mantenere i servizi. Anzi già con le prove che andranno a perdersi».
Un esempio? «La cardiologia di Chieri – riporta Sacco – I primi di ottobre la dottoressa Brero andrà in pensione e già da oggi hanno smesso di prendere prenotazioni per l’ambulatorio chierese e stanno indirizzando le richieste su altri distretti. Questo è il primo esempio, ma non mi stupirebbe che se provassimo a chiamare il centralino delle prenotazioni potrebbe capitare con altre specialità»
La Regione Piemonte entro la fine del mese di agosto definirà il perimetro dell’area e darà quindi il via alla predisposizione degli atti tecnici per lo studio di fattibilità economica del progetto: «Quanto tempo ci vorrà per realizzare il nuovo ospedale è difficile dirlo con certezza – considera Sacco – Nel frattempo gli attuali ospedali vengono svuotati e soprattutto Chieri sta diventando una scatola vuota. Hanno appena terminato di ristrutturare le sale operatorie di Moncalieri, ma non ci sono progetti su Chieri. Nessuno si sta battendo per questo territorio e ancora una volta il nostro sindaco Martano subisce decisioni dall’alto a differenza di Montagna, che comunque è riuscito ad ottenere che la location fosse nel proprio Comune»
Ma la cardiologia non è l’unico servizio: «Anche l’oncologia dai tre distretti sarà portata tutta su Moncalieri- riporta Sacco – Allora chi ci viene a dire cosa resta a Chieri? E’ così difficile fare un elenco e renderlo pubblico alla cittadinanza? Dov’è la trasparenza?»
Sono passati ormai alcuni mesi dalla richiesta dall’audizione in Regione: «Ma non abbiamo avuto risposta e nemmeno sul tavolo di concertazione tra Comuni, associazioni del territorio e tecnici abbiamo avuto notizie. Che garanzie diamo ai nostri cittadini? – marca ancora – Mi viene sempre più da pensare che alla base ci sia accordi poco chiari da voler nascondere, che penalizza tutti i comuni del Chierese e del castelnovese che non avranno alternative e dovranno fare chilometri per raggiungere il primo ospedale, ma a privilegio di chi?»
E conclude: «Sono davvero rammaricata, arrabbiata e anche infastidita da queste logiche politiche e come amministratrice locale, ex assessore, non mi stupisce che i cittadini si sentano sempre meno rappresentati».