Bandiere strappate, sporche o arrotolate. I vessilli sulle facciate degli edifici pubblici chieresi in uno stato di abbandono.

Dovrebbe essere il simbolo dell’orgoglio nazionale. E invece sempre più spesso è diventata l’immagine di un Paese che ha perso l’amor proprio. Bandiere strappate, sporche o arrotolate. I vessilli sulle facciate degli edifici pubblici chieresi appaiono in uno stato di abbandono. Un fatto non solo di decoro urbano, ma anche di immagine che il Comune trasmette all’esterno.

L’argomento sarà portato all’attenzione del prossimo Consiglio comunale di Chieri con un’interrogazione presentata dalla consigliera di Forza Italia Rachele Sacco: « Le condizioni in cui sono esposte le bandiere, sulle facciate degli edifici pubblici e delle sedi delle istituzioni, rischiano di riflettere un livello di crisi sociale e di sfiducia che si sta tentando di sradicare, come se il paese avesse perso i suoi punti di riferimento e i suoi valori – motiva la consigliera – Purtroppo, capita sempre più spesso, di vedere bandiere strappate, sporche o arrotolate su loro stesse, benché in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità di Italia la Presidenza del Consiglio avesse raccomandato un periodico controllo dei vessilli».

Sacco chiede quindi all’amministrazione un’azione affinché venga ridato decoro al simbolo nazionale posto sulle facciate pubbliche della città: «Mi chiedo se l’amministrazione abbia in programma iniziative a tutela della nostra bandiera, sostituendo i vessilli vetusti con nuovi – e fa notare – Mi domando anche se i drappi rossi apposti all’ingresso del Municipio siano appropriati. Più che altro è ambigua e poco chiara la motivazione per cui sono stati apposti. Manca una precisa informazione sul perché siano stati appesi alla cancellata e se ciò non fosse avvenuto sotto autorizzazione del sindaco, penso che si doveroso prendere dei provvedimenti, sanzionando anche chi l’abbia fatto. Essendo un’area video sorvegliata non credo ci saranno problemi a risalire agli autori».