«Coinvolgere non è sinonimo di informare. Questa amministrazione non ascolta né commercianti né cittadini».

Un’altra ex fabbrica si trasformerà in centro commerciale e una piazza verrà chiusa al traffico. Si tratta dell’ex Gunetti in corso Torino e di piazza Cavour. Ma i commercianti non ci stanno e sono partiti con una raccolta firme. «Il sindaco crede che fare condivisione basti vestire i panni del postino e consegnare una lettera ai commercianti – riporta Rachele Sacco Capogruppo FI Chieri – Si parla della ex Gunetti da mesi, ma i commercianti sono stati coinvolti solo questa settimana a un giorno dal Consiglio comunale».Prosegue la capogruppo: «Due ore prima del Consiglio Comunale il sindaco è passato negli esercizi commerciali, ma non l’ha fatto per metterci la faccia, semmai per tentare di salvarsela. Non è questo il modo che a mio parere dovrebbero essere condotte le cose». L’approvazione del centro commerciale nell’ex fabbrica è l’ultimo dei progetti approvati dalla Giunta Martano insieme alla pedonalizzazione di piazza Cavour: «La nostra amministrazione deve prendersi le sue responsabilità ed essere coerente – marca l’ex assessore al commercio – Da una parte promuovono la pedonalizzazione delle piazze come Cavour e Mazzini, motivando sia un incentivo alla rinascita del centro, mentre continuano ad approvare nuovi supermercati e grandi magazzini. Di fatto stanno ammazzando i piccoli negozi e chi lavora in centro prendendoli in giro. Tolgono i parcheggi e non danno alternative concrete». Il progetto dell’ex Gunetti, duramente contrastato dal gruppo della consigliera, è nel frattempo passato con 19 voti a favore e 5 voti contrari: «La nostra contrarietà è perché vogliamo maggiore condivisione dei progetti con la cittadinanza e non vogliamo la morte del piccolo commercio. E per questo siamo i primi a condividere e sostenere i commercianti e abitanti che mi hanno contattata per far conoscere la raccolta firme che hanno cominciato contro questo scempio di pedonalizzare piazza Cavour. Vogliamo che le deroghe siano un’eccezione e non che si trasformino in normalità».