«Con questi continui retro front i pentastellati stanno dimostrando la loro incompetenza di base».

Chieri, 17 luglio 2018 «Con questi continui retro front i pentastellati stanno dimostrando la loro incompetenza di base». Tornano i voucher lavoro. Dopo i mesi di discussione per abolirli nel passato Governo, ora, il nuovo ministro del Lavoro Luigi Di Maio fa un passo indietro e si “schiera” a favore: «Se i voucher possono servire a settori come l’agricoltura e il turismo, per specifiche competenze, allora ben vengano. L’unica cosa che chiedo alle forze di maggioranza è quella di evitare abusi in futuro». Sono queste le parole che DiMaio ha speso nelle ultime dichiarazioni circa i tanto discussi buoni lavoro soppressi dal governo Gentiloni. Un passo indietro del Colle che Rachele Sacco, capogruppo FI di Chieri e consulente del lavoro, considera “già visto”: «Il nostro vicepremier, a livello nazionale, sta applicando le politiche lavorative da sempre sostenute da Forza Italia. Le alternative proposte dalla precedente giunta governativa, come il Libretto Famiglia 2018 e i  ProntO, non sono servite a regolarizzare la situazione contrattuale di molti lavoratori italiani».
Il Libretto Famiglia 2018, come ricorda Sacco, può essere impiegato esclusivamente dalle persone fisiche – in particolare dai nuclei familiari – per retribuire prestazioni quali baby-sitting, assistenza domiciliare per anziani etc. Diversamente, PrestO è dedicati ad associazioni, amministrazioni pubbliche, enti privati, imprenditori professionisti e lavoratori autonomi i quali non diano lavoro a più di 5 dipendenti a tempo indeterminato. «Come consulente del lavoro mi sono sempre battuta affinché i voucher non venissero aboliti, lasciando il Paese, ma soprattutto i lavoratori e le Imprese, in balìa di un enorme vuoto legislativo e soluzioni inefficienti. Mi preoccupa la scarsa preparazione in materia di politiche del lavoro dei 5 Stelle che fanno “ esperienza” sulla pelle e sui portafogli degli italiani e anche in materia di modifiche al tempo determinato stanno dimostrando la loro incompetenza».

La consigliera si domanda «che senso ha questa giocosa alternanza di provvedimenti legislativi, che di fatto portano l’Italia uno stato di confusione normativa».

L’atteggiamento scettico dei pentastellati sui buoni lavoro, ora divenuto più aperto, sarebbe, conclude Sacco «La dimostrazione che manca il background tecnico per gestire in maniera coerente ed efficiente le politiche economiche e lavorative del Paese»