«Dove sarebbero la trasparenza e il dialogo di cui tanto si vanta l’assessore Saitta?»

Duro l’attacco di Rachele Sacco all’atteggiamento dell’Assessore regionale alla Sanità che, durante l’ultima audizione di oggi 11 ottobre sul nuovo nosocomio dell’Asl To 5, si è presentato mezz’ora dopo l’orario fissato e  a ridosso della seduta di Consiglio Regionale. 
 
«Liquidare in poche battute chi è comunque arrivato, nonostante il minimo preavviso di cambio dell’ora, per confrontarsi su un argomento tanto complesso, come la location di un ospedale, dimostra la superficialità con cui la Giunta sta trattando la questione».
La commissione, programmata in prima battuta alle 13, è stata infatti anticipata alle 9,30 quasi a ridosso del Consiglio Regionale delle 10: «Hanno ascoltato i rappresentanti di Villastellone e Carmagnola e quando è toccato a me parlare nonostante fossi l’unica rappresentante del Chierese, hanno chiuso la commissione giustificando che stava cominciando il Consiglio Regionale. Penso fosse rispettoso ascoltare e rispondere a ciò che avevo da dire».
 
A nulla è servito l’intervento della vice presidente del Consiglio Regionale Daniela Ruffino: «Che ha cercato di convincere chi presiedeva l’audizione a proseguire per ascoltare e rispondere alle mie richieste. La Giunta regionale non sta lavorando per il bene e la salute dei cittadini, ma solo per interessi politici, decidendo sulla testa di tutti e a porte chiuse. Tagliando fuori gli stessi rappresentanti dei Comuni. Un atteggiamento che non può certo rassicurare sulla bontà delle scelte, basate più su logiche di partito che sulle reali esigenze della gente. Se davvero fossero pronti al dialogo non continuerebbero solo a dare un’unica alternativa. La trasparenza vorrebbe che la scelta avvenga in un tavolo misto, tecnico e con la presenza degli amministratori e dei Comitati che sino ad oggi hanno dimostrato grande senso di responsabilità».
 
E conclude: «Da mesi chiediamo un’audizione in IV commissione e non abbiamo ancora ricevuto risposta. Da mesi continuiamo a chiedere quali servizi resteranno e cosa accadrà nel passaggio di consegne tra gli attuali ospedali e il nuovo nosocomio, ma l’unica situazione chiara è che ci troviamo davanti a un muro di gomma, che ci respinge ogni volta che cerchiamo di fare chiarezza»