Embraco: «Hanno illuso lavoratori, concittadini, e ora si mettono in mostra solo perché ci sono i giornalisti».

Chieri, 11 gennaio 2018. In risposta alla drammatica situazione dell’Embraco di Riva, l’azienda del marchio Whirlpool che sta tenendo da mesi 497 lavoratori con il fiato sospeso, Rachele Sacco (capogruppo FI Chieri) non usa mezzi termini: «C’era da sospettare il peggio quando, dopo l’incontro a Roma del 13 dicembre, nessuno aveva riferito nulla. Tutti hanno taciuto. Martedì invece alla presenza di telecamere e giornalisti c’erano personaggi mai visti prima.

Questo perché siamo in campagna elettorale, ma è inutile mettersi solo ora a fianco dei lavoratori, protestando davanti ai cancelli». La consigliera racconta: «Due mesi fa, al Tavolo in Regione, avevo predetto ai lavoratori di temere il peggio. Vista la mia esperienza come consulente del lavoro ho ipotizzato che lo stabilimento sarebbe stato presto chiuso. Purtroppo però l’Embraco è una multinazionale che non si lascia influenzare dalla politica del territorio».

Secondo Sacco non sono né il benessere né lo splendore, ma la tranquillità e il lavoro a dare la felicità: «È bene che vengano effettuati interventi legislativi ad hoc sia a livello nazionale che locale, per sostenere i lavoratori e le loro famiglie rimaste senza sostentamento economico». Su iniziativa della senatrice Maria Rizzotti il partito di centro-destra aveva già presentato un’interrogazione in Parlamento, che non si era però attivato. Mancano 75 giorni prima che gli operai rimangano effettivamente a casa e Sacco commenta: «Si auspica che il Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, in sinergia con la Regione Piemonte, espleti tutte le azioni del caso. E che le diverse realtà comunali ne seguano l’esempio».