Embraco a rischio: «Necessario l’intervento delle istituzioni»

«A rischio l’ennesima azienda del territorio. Ora le istituzioni hanno l’obbligo di intervenire per mantenere viva l’Embraco e il primo passo è quello di redigere un nuovo piano industriale che possa salvare l’azienda e che attualmente manca».
Tagliente Rachele Sacco, capogruppo di FI in Consiglio comunale alla vigilia dell’assemblea di questa sera, 30 ottobre, a cui parteciperanno i lavoratori della ditta di Riva presso Chieri. «Questa sera in Consiglio ci sarà l’audizione dei lavoratori che proprio domenica sono andata a trovare insieme alla Vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino, in segno di solidarietà – prosegue la consigliera – L’azienda è in crisi da molti mesi e pare non sia intenzionata a rinnovare i contratti di solidarietà in scadenza nel 2018. Inoltre non ci sono nuove strategie per uscire dalla crisi. Ricordiamo che stiamo parlando di una multinazionale che subisce le conseguenze non solo del nostro Paese. E’ arrivato il momento di sederci intorno a un tavolo e trovare una soluzione anche a livello locale. Non è possibile impoverire ulteriormente il nostro territorio che ha già troppi problemi legati alla disoccupazione».
La multinazionale brasiliana non intende infatti reinvestire nella fabbrica rivese fino al 2020, ha anzi ordinato di ridurre i costi e la produzione di un milione di pezzi. Anche se i vertici aziendali non hanno mai parlato di chiusura la preoccupazione è forte. Nel 2004 l’azienda specializzata nella produzione di compressori per frigoriferi era stata salvata da un accordo che prevedeva, oltre agli ammortizzatori sociali, la necessità di dimezzare il personale che era passato da 900 a circa 500 unità. Nel 2014 la Regione aveva investito 2 milioni di euro per la formazione degli addetti in vista della produzione di un nuovo prodotto, su cui la casa madre aveva promesso un investimento di 15 milioni di euro. Purtroppo il nuovo compressore non ha mai preso piede e l’Embraco non è riuscita a risollevarsi.
«E’ assolutamente necessario che la politica prenda in mano la situazione dando risposte concrete ai lavoratori. E’ possibile che venga convocato un tavolo in Regione per analizzare la situazione e salvaguardare l’occupazione, ma credo sia necessario anche portare la questione a livello territoriale tra cittadini e Regione. Le amministrazioni locali si pongano come interlocutori a difesa del lavoro», conclude Sacco.