“Essere maschi o femmine non è una questione culturale, ma oggettiva dell’essere umano“.

Torino, 8 aprile 2018 Presente anche Rachele Sacco, capogruppo FI Chieri, ieri mattina, sabato, davanti all’ingresso del Campus Einaudi, per il flash mob organizzato dal movimento giovanile di Forza Italia, insieme al Popolo per la Famiglia, in protesta organizzata contro il progetto dell’asilo nido gender all’interno dell’Università degli Studi di Torino.

“Qual è innanzitutto il messaggio che questa vuole diffondere nella società odierna? – domanda Sacco – La questione del “genere” mira a scardinare innanzitutto l’identità sessuata della persona, considerandola uno stereotipo culturale, e di conseguenza scardina le basi delle relazioni primarie della società, quelle tra uomo e donna, la complementarietà tra i due sessi che, sola, può dare vita a figli.”

Impartire insegnamenti senza considerare le differenze tra sessi minerebbe dunque secondo l’esponente forzista le basi della nostra società: “I legami famigliari sono i primi legami compromessi da questa ideologia.

Che maschi e femmine abbiano attitudini differenti è un dato di fatto – marca Sacco – tuttavia l’ideologia gender vuole indurre i bambini fin da piccoli a non assecondare le loro naturali inclinazioni legate al sesso biologico, dietro il mito della neutralità o ancor meglio della fluidità di genere”.

Il fatto che la cultura eserciti un ruolo rilevante nella distinzione tra comportamenti maschili e femminili, nessuno lo contesta: “Ma non possiamo usare i bambini per fare esperimenti. Nella teoria gender, non c’è assolutamente nulla di scientifico: gli esseri umani nascono maschi o femmine,  lo sviluppo ormonale avviene già nell’utero materno. Se ciò avviene in modo erroneo è solo per patologie genetiche e con questo progetto vogliono usare i bambini per confutare teorie senza basi scientifiche” .

Contro la teoria gender e dunque l’educazione “asessuata” è arrivata più volte la denuncia da papa Francesco come “contraria alla natura umana delle cose. I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. Oggi dobbiamo difendere la natura delle cose. In particolare, la natura dell’essere umano – prosegue Sacco –  Bisogna tutelare la libertà educativa nelle scuole affinchè non vengano promosse attività divulgative sulla ‘teoria gender’. Stiamo andando contro la tutela della famiglia, composta da una mamma, un papà e i figli, così come previsto nella Costituzione Italiana, per inseguire una ‘politica del gender’ dettata dalla moda”

Conclude: “Anziché omologarci, dovremmo preoccuparci di salvaguardare molti dei valori che si stanno perdendo: il rispetto nei confronti degli altri, dell’altro sesso, della cultura e religione diversa dalla nostra e ancora il rispetto delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Principi che si stanno dimenticando, facendo crescere le future generazioni asettiche nei confronti dei valori sociali e della vita e giocando a fare gli scienziati”.