Quello che è successo alla Farmacia Claretti Pacioni è l’ennesimo esempio di quanto sia necessario creare una rete tra privati e forze dell’ordine

CHIERI, 28 agosto 2016. Un’altra rapina a mano armata. La seconda  farmacia colpita in pochi giorni nel Chierese, ma almeno il terzo esercizio commerciale colpito negli ultimi mesi. Un fatto che non può che far riflettere sulla sicurezza e i fenomeni di criminalità e la necessità dei cittadini di sentirti tutelati tra le mura delle proprie case e delle proprie attività: «Quello che è successo alla Farmacia Claretti Pacioni è l’ennesimo esempio di quanto sia necessario creare una rete tra privati e forze dell’ordine – sottolinea Rachele Sacco capogruppo di FI – Da quasi un anno ci battiamo affinchè il Comune consenta ai privati di aumentare la videosorveglianza per demotivare atti criminosi, ma soprattutto identificare e monitorare le aree più a rischio».
Da dicembre 2015 il gruppo FI ha presentato  in Consiglio Comunale una mozione sulla sicurezza, bocciata due volte, per autorizzare i privati ad installare telecamere: «Aumentare i controlli è l’unico deterrente alla criminalità – spiega Sacco – Il fatto che la farmacia avesse un impianto di videosorveglianza permetterà ai carabinieri di identificare il ladro, ma si sarebbe potuto fare un passo in più. Se le telecamere fossero state collegate con una sala controllo dei vigili urbani, come prevedeva la nostra proposta, e soprattutto su tutto il territorio ce ne fossero di più, integrando quelle private con quelle della Ztl, si riuscirebbe ad essere molto più celeri negli interventi e soprattutto monitorare le aree critiche della città».
Fa un esempio: «Se esistesse un “centro di controllo della videosorveglianza” le forze dell’ordine ieri sera, monitorando la targa dell’auto, avrebbero potuto inseguire il malvivente tracciando il percorso attraverso le telecamere e stopparlo con un posto di blocco»
La proposta di FI fa, inoltre, riferimento a un decreto legge  del 2009 che predispone misure urgenti per la sicurezza pubblica: «Sono state segnalate dai cittadini zone a rischio e sono sempre più in aumento le segnalazioni di furti persino in pieno giorno come è accaduto ieri sera nella farmacia di viale Fasano – ricorda Sacco – Noi stiamo spingendo anche per la depenalizzazione dei reati di legittima difesa. Ieri sera il proprietario avrebbe potuto reagire al rapinatore. E se per bloccarlo e difendere la cassiera dal furto lo avesse colpito mandandolo in ospedale, sarebbe stato giusto che alla fine fosse costretto anche a risarcire il danno, diventando lui l’aggressore anzichè la vittima?»
La proposta per la quale si batte la capogruppo, è di facile attuazione: «Aumentiamo la videosorveglianza, permettendo che siano gli stessi cittadini ad acquistare le telecamere e attiviamo quelle già installate. In certe zone di Chieri ci sono e non funzionano. In particolare nelle piazze e anche su via Vittorio i dispositivi  sono in grado di segnalare le targhe per le multe al codice della strada, ma potrebbero essere usati anche per rintracciare e identificare malviventi- suggerisce Sacco –  Lo avevo già evidenziato in un’interrogazione presentata dopo il furto nel negozio di abbigliamento Wood e quando era stato picchiato il ragazzo in piazza Europa. Predisponendo i corretti protocolli per consentire a gruppi di cittadini, nelle loro residenze, di accollarsi la spesa di telecamere sul suolo pubblico velocizzeremmo l’iter e daremmo da subito una risposta concreta alla richiesta di sicurezza  della cittadinza».
Una proposta che ha fatto discutere, per il timore che questo possa incentivare a farsi giustizia da sè: «Non si tratta di rendere tutti i cittadini dei controllori consentendo a chiunque di visionare i video Questo spetta alle forze dell’ordine – precisa Sacco – Perchè non dobbiamo violare la privacy, ma tutelare i cittadini facendoli sentire sicuri in casa propria e nella propria Città. Per farlo proponiamo di redarre un documento che autorizzi i privati, ma anche gruppi o imprese, ad installare una o più telecamere a proprio carico, entro i 30 giorni dalla richiesta e avendo in cambio dal Comune una riduzione di spesa sui tributi. In questo modo mettiamo davvero in pratica l’idea di una cittadinanza attiva, che sia vigile sul proprio territorio e collabori, senza intralciare, il lavoro di polizia, carabinieri e vigili. Necessità primaria manifestata dai molti cittadini che si sentono abbandonati dall’amministrazione e sarebbe da supporto alle Forze dell’ordine che ogni giorno rischiano la vita. Riporteremo la mozione in Consiglio perchè è una priorità per la nostra Città»