In festa per sensibilizzare alle Ragioni del No

Serata conclusiva per la campagna  del Comitato per il No del Chierese con un doppio appuntamento che unisce un’occasione di approfondimento sui temi referendari e un momento di comicità . Giovedì 1 dicembre in Sala della Conceria, per la chiusura della campagna referendaria i promotori del Chierese hanno organizzato “La festa del No”. Si parte alle 20,15 con un momento di riflessione sulla Costituzione e i perchè della contrarietà alla Riforma Renzi. Interverranno l’avvocato Alessandro Gariglio, l’avvocato Beatrice Rinaudo e l’avvocato Stefano Tizzani che daranno un punto di vista professionale alle tematiche del referendum. Interverranno al dibattito anche i fondatori dei due Comitati del No che in questi mesi hanno lavorato per sensibilizzare il territorio Chierese: Rachele Sacco, Karol Vaccaro, Paolo Casalegno e Alessandro Miani oltre alle decine di sostenitori del Comitato .
Dalle 21,30 comincerà la festa con un aperitivo tra i sostenitori della campagna del No. Tra gli “ospiti speciali” anche Fabio Rossini e Diego Casale, meglio noti come i Mammuth di Zelig, a sostegno delle Ragioni No con un breve intervento ( ingresso libero).
«Sarà un modo per fare chiarezza sui vari punti della riforma e rispondere ad eventuali dubbi – spiegano gli organizzatori – Abbiamo scelto come relatori proprio dei giuristi per sviscerare le criticità della Riforma. Noi non abbiamo mai detto di essere contro il cambiamento, ma dev’essere fatto nel modo giusto. Pensiamo che sia importante che i cittadini siano coinvolti nelle modifiche, ma soprattutto siano informati sulle conseguenze che si avrebbero accettando quelle proposte dal Governo Renzi»
La contrarietà dei Comitati del No si basa su alcuni punti fermi: «Se vincesse il sì, si avrebbe un risultato ben diverso da quello che vogliono farci credere. Andremo ad accentrare il potere nelle mani di sempre meno persone e anche la macchina politica andrà rallentando. Noi non siamo contrari a priori alla modifica della Costituzione, ma riteniamo sia indispensabile ci sia una discussione più aperta. In primis quello che vorremmo è l’elezione diretta del premier. Se passasse questa riforma darebbe meno potere al popolo. Ci ritroveremmo sotto un controllo totalitario del partito di maggioranza. Il valore delle opposizioni verrebbe sempre meno. E anche il tanto famigerato risparmio sui costi delle politica è solo uno specchietto per le allodole»
Ma fondamentale è sensibilizzare al voto: «Questo è un referendum senza quorum. Se si presentassero alle urne solo tre persone e votassero sì la riforma passerebbe comunque. Per questo è fondamentale che tutti vadano a votare»
Da qui l’idea di chiudere anche con un momento di aggregazione: «Per mesi abbiamo lavorato sul territorio per far conoscere le nostre ragioni e in tanti hanno sposato la causa e diffusa a loro volta. I referendum sono le poche occasioni in cui i cittadini possono esprimere in modo diretto la propria opinione e anche in questo la Riforma rischia di bloccare la partecipazione aumentando i numero minimo di firmatari per proporre un quesito referendario – concludono dal comitato – Siamo contenti e onorati che personaggi noti al grande pubblico, come i Mammuth condividano la nostra idea del No, perchè è importante che il messaggio arrivi a tutti e allora perchè non farlo con una risata?»