Giornata Nazionale della Salute in città

rachele sacco

CHIERI, 2 LUGLIO 2018 Diabete, obesità ma non solo: la vita nelle grandi città può avere forti ripercussioni sull’organismo, causando un forte stress sui piani fisico e psicologico. Con conseguenze nefaste per la salute. Oggi, 2 luglio, l’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, celebra la “Giornata Nazionale della Salute in città”, organizzata da Health City Institute e Cittadinanzattiva con il patrocinio di Ministero della Salute con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione tricolore sulle “malattie metropolitane”.
«La sedentarietà e lo stress sul posto del lavoro influenzano tantissimo la nostra salute – commenta Rachele Sacco membro del direttivo Anci Nazionale e del Direttivo ANCI Piemonte e capogruppo nel consiglio Comunale di Chieri – Come politico e membro dell’ANCI, ritengo sia molto importante veicolare l’attenzione pubblica sulla qualità della vita nelle città. Le abitudini sbagliate, i tempi ridotti e sopratutto il sempre più crescente calo del lavoro, hanno un forte impatto sul benessere fisico. Si fa sempre meno sport, compresi i bambini e si mangia cibo poco salutare. Mettendo a grave rischio la propria salute. E non si può scherzare».

In effetti più di 1 italiano si 3, prevalentemente per ragioni lavorative, risiede nelle grandi città, ed è statisticamente più a rischio di sviluppo di patologie croniche. A comunicare questi dati è l’ISTAT, che evidenzia numeri ancora più significativi: in Italia le persone affette da diabete sono 3,27 milioni – circa il 5,3% della popolazione totale – e il 37% di queste vive nelle 14 città metropolitane. «Il quadro sull’obesità non è certo più positivo – prosegue Sacco – Il 9,8% degli italiani è affetto da questa malattia cronica e il 35,3% della popolazione adulta è gravemente in sovrappeso. Un fatto che ha ripercussioni anche sul lavoro e sui costi della Sanità. Da anni segue le tematiche sanitarie, sotto diversi aspetti e i dati sono preoccupanti».

Nelle grandi città, in cui la vita è tendenzialmente più sedentaria, pare essere difficile trovare il tempo necessario a curare adeguatamente la propria salute: «Colpa dello stile di vita frettoloso, dell’insicurezza lavorativa e anche della scarsa attenzione che alcune amministrazioni pongono nel creare programmi di prevenzione ad hoc – sottolinea Sacco di professione consulente del lavoro – La vita metropolitana, a differenza di quella dei centri rurali, ha ritmi frenetici non sempre facili da sostenere. Come membro del direttivo Slow Food Torino Città Sezione Colline Torinesi e del Chierese siamo i primi a promuovere uno stile di vita “lento” che recuperi la bontà del cibo e la tracciabilità etica e chilometrica dei prodotti. Alimenti naturali, prodotti seguendo il ciclo corretto della maturazione sono sicuramente più adatti alla crescita sana dell’individuo. E’ necessario diffondere una maggiore consapevolezza circa le patologie croniche che si diffondono nelle città di medio-grandi dimensioni. Malattie come il diabete e l’obesità sono invalidanti e per questo mettono sotto stress lo stesso sistema assistenziale. Pensiamo a quante persone necessitano di cure quotidiane, ricoveri, assistenza domiciliare. Talvolta un problema in apparenza banale, come un bambino in sovrappeso, è solo il primo tassello di una reazione a catena futura. Un’alimentazione sana, controllata, è alla basa di ogni persona in salute».

Diventa quindi fondamentale ascoltare con attenzione i bisogni del cittadino per creare delle città vivibili, pensate su misura di chi le abita: «Spesso si parla solo di aumentare numericamente strutture come i supermercati o i negozi, senza valutare quanto in realtà ci sia bisogno in primis di reti di servizi alla persona – conclude Sacco – Significa creare luoghi di aggregazione per i giovani, per gli anziani, che non siano legati solo al cibo, all’acquisto compulsivo e fomentino stili di vita sedentari e malsani, così da migliorare il benessere e le condizione di salute del cittadini. Spero quindi che la “Giornata Nazionale della Salute in città” possa essere uno stimolo utile in tale senso e una svolta per le future generazioni»