Il caso profughi non si placa: «Criteri di abitabilità non rispettati, condizioni di convivenza oltre il limite e cittadinanza sempre più preoccupata. Questa situazione è inaccettabile»

CHIERI, 6 DICEMBRE 2016 Non si cheta la capogruppo Rachele Sacco, ma attacca nuovamente l’amministrazione per la cattiva gestione del flusso di richiedenti asilo nel Comune di Chieri, facendosi portavoce dei cittadini e delle loro necessità: «La situazione migranti sta passando sotto gamba all’amministrazione – chiarisce la capogruppo – L’abbiamo fatto presente con un’interrogazione nell’ultimo consiglio comunale del 29 novembre e le mozioni sicurezza presentate nei precedenti. Come si può affermare che queste persone vivano in condizioni di “normalità” quando per legge ogni inquilino dovrebbe avere a testa minimo 14 mq, mentre ci troviamo con almeno 12 persone in un appartamento di 80 mq e un solo bagno? E’ chiaro che le condizioni sono inadeguate. La Prefettura ha acconsentito una deroga, ma possono essere concesse deroghe a queste condizioni?»
Fatto che si ripercuote sui residenti: «I cittadini di strada Baldissero e via Martiri si sentono abbandonati e ci stiamo battendo contro questa amministrazione che si è dichiarata più volte incompetente. Ma anche contro la totale omertà dell”associazione Tra.Me – marca Sacco –  È un muro di gomma che stiamo scalando con ostinazione  – ricorda Sacco –  Mozioni su sicurezza, audizioni, riunioni tenute segrete. Questa amministrazione continua solo a far finta di correre ai ripari,  producendo pile di carta e documenti che presto innescheranno solo un incendio. Ci vogliano azioni»
La denuncia della consigliera evidenzia l’incapacità, ammessa dalla stessa amministrazione, di affrontare l’emergenza: «Alcuni cittadini ne hanno contati addirittura 20 di richiedenti asilo nello stesso alloggio. Ma come si possono lavare 20 persone con un solo bagno? Le condizioni igieniche saranno sicuramente precarie e questo a discapito non solo dei richiedenti asilo, ma anche degli stessi residenti del palazzo – sottolinea – Cerchiamo di essere obiettivi e non buonisti. Chi vorrebbe vivere in una casa con un via vai di persone sconosciute, che oltretutto vivono quasi come fosse un accampamento? E’ normale che le persone abbiano reticenze e siano preoccupati. L’Associazione Tra.Me li abbandona nelle case e li lascia a loro stessi».
Nell’interrogazione infatti la consigliera ha chiesto chiarimenti: «L’ufficio tecnico del Comune è stato informato di queste irregolarità? Sono già partiti dei controlli e soprattutto abbiamo un report consultabile sui controlli svolti e i protocolli messi in atto?»
E risponde alla richiesta di collaborazione del vice sindaco: «Siamo i primi ad aver preso il nostro ruolo di opposizione come propositivo e lo abbiamo dichiarato apertamente in Consiglio comunale – evidenzia la consigliera – Sicuramente una maggiore collaborazione, tra Comune, Prefettura, Asl e cittadini non può essere che la giusta strada per evitare azioni di autodifesa e affrontare gli atti di micro e macro criminalità che giornalmente affliggono i cittadini, ma quanto vogliamo aspettare prima di affrontare davvero questa emergenza. Deve scapparci la rissa? Dobbiamo davvero aspettare la gente esasperata si faccia giustizia da sola? Il nostro sindaco deve sempre tenere in mente una cosa: io sono di supporto ai cittadini, non la stampella della maggioranza».