Intitolazione di una via a Falcone e Borsellino: occasione perduta

 

«Nell’ultimo Consiglio comunale si è fatta strumentalizzazione di una mozione che voleva ricordare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime della mafia, con l’intitolazione di una via o di una piazza. Un’occasione persa per il Comune e l’amministrazione, tanto più che la mozione seguiva lo spirito dell’Anci ed è stata promossa in molti comuni del 25° anniversario della loro morte». Ancora allibita la consigliera e capogruppo di FI in Consiglio comunale Rachele Sacco, all’indomani di un vero e proprio boicottaggio del documento presentato all’assemblea chierese lo scorso 10 novembre. La mozione non è passata al vaglio del parlamentino che l’ha bocciata con 15 voti contrari (4 i favorevoli).

«Falcone e Borsellino hanno sfidato la mafia con la sola forza della loro intelligenza. Alla fine non ce l’hanno fatta, sono stati uccisi, ma nessuno li ha mai dimenticati – afferma Sacco – Tutti coloro che combattono la lotta dell’onestà sanno cosa significa rischiare la propria vita, ma scelgono di combattere mettendo lo Stato davanti a tutto. Per tutti coloro che continuano a credere nella legalità e nella libertà, per i giovani e per coloro che quotidianamente combattono contro la criminalità mafiosa, la mozione sarebbe dovuta passare».

A bloccarla, il fatto che quest’ultima non dovesse passare in Consiglio ma attraverso la commissione toponomastica dove, in realtà, giacciono come lettera morta altre intitolazioni quali quella dedicata a Nilde Iotti, prima donna a ottenere la presidenza della Camera nella storia del Paese, o alle donne della Costituente.

«Ritengo vergognoso questo atteggiamento – prosegue Sacco – Mi è stato detto che attualmente a Chieri non ci sono vie o piazze nuove per cui non si può procedere a intitolazioni, ma in questi casi basterebbe una targa a ricordare Falcone e Borsellino. A giugno 2017 gli uffici dovevano consegnare ai membri della commissione toponomastica con l’elenco vie, proprio in occasione della mozione presentata sulle donne della Costituente. Sono passati mesi. Mi spiace molto che questa mozione  non sia passata, in un momento in cui il paese vive una forte crisi sarebbe stato significativo approvare un documento che mette al centro della nostra esistenza la giustizia e la legalità. La maggioranza deve assumersi la responsabilità etica di questa bocciatura».