«L’amministrazione ha svenduto ChieriFarma e non ha tutelato i dipendenti. Alle accuse di “bufala” millantate dall’assessore Paschero risponderò nelle opportune sedi».

Nuovamente alta la tensione sulla situazione di ChieriFarma, che nel consiglio del 10 novembre la consigliera e capogruppo di FI, Rachele Sacco, ha voluto riportare in discussione. Discussione che ha preso fuoco subito dopo le dichiarazioni dell’assessore al bilancio Anna Paschero, che ha accusato Sacco di aver portato in Consiglio una interrogazione dal «…contenuto privo di fondamento, in quanto si basa su affermazioni della consigliera del tutto gratuite e non supportate da nessun fatto attendibile». Una «bufala colossale» che per l’assessore potrebbe avere «ricadute nei confronti dei lavoratori e sulla credibilità della consigliera».
Ma qualcosa non torna: «In questo momento c’è una situazione di ansia per quanto riguarda il personale e ricordo le parole degli assessori dell’amministrazione quando avevano rassicurato che nessuno sarebbe stato toccato – afferma Sacco –Ma in realtà ci sono una serie di situazioni ventilate di cessazione di lavoro (settore pulizie e magazzino). E confermate dalle parole di Paschero»
Rammenta Sacco: «L’assessore ha auspicato la chiusura del magazzino, dandolo come la causa della mala gestio passata. Ma la chiusura confermerebbe di fatto il licenziamento della magazziniera».
Inoltre c’è una forte preoccupazione delle farmaciste: «Alcune si stanno approssimando al sessantesimo anno di età e sembrerebbe che la proprietà abbia detto in riunione che non vuole investire sulle ultrasessantenni, ma sui giovani. Quindi c’è un tempo determinato che forse non sarà prorogato».
Affermazioni che sarebbero state smentite dall’assessore Paschero che ricordando poi come l’azione dell’amministrazione avrebbe invece tutelato sia i posti di lavoro come l’esistenza della ChieriFarma stessa.
«Mi sembra tutto molto incredibile, visto che l’accordo che tutelava i lavoratori, stipulato nel 2005 insieme ai sindacati non è stato mantenuto, né rifatto, per cui i dipendenti sono totalmente allo sbaraglio. Chi mastica materia del lavoro sa perfettamente come tutelare i lavoratori e questo non è accaduto. Anzi da quello che so gli stanno togliendo anche quelle agevolazioni proprie dei dipendenti come Chieri Farma. Ormai sono come un qualunque lavoratore di un’azienda privata».
Conclude Sacco annunciando di approfondire la questione nelle sedi opportune: «La mia interrogazione è stata assolutamente banalizzata. Io voglio sapere quali sono le azioni di intervento del Comune su quelli che sono i posti a rischio e se l’amministrazione intende procedere facendo chiarezza sullo stato di allerta psicologico cui le dipendenti sono sottoposte. Inoltre è stata messa in dubbio la credibilità della mia persona. Sarà mia premura fare un esposto su quello che è stato dichiarato e ho chiesto di mettere a verbale sia la dichiarazione dell’assessore che della presidente del Consiglio, perché non esiste una legge che impedisce di fare queste domande in Consiglio comunale, soprattutto se supportate e autorizzate dalle dipendenti stesse. La risposta data dall’assessore e soprattutto le accusa di bufala avrà conseguenze perché storie su ChieriFarma ne abbiamo viste abbastanza».