Mozione – Fondo riconoscenza

OGGETTO: destinazione quota parte del fondo di riconoscenza nelle politiche attive del lavoro

Premesso che

  • Il budget relativo al fondo di riconoscenza dovrebbe essere desinato a soddisfare le aspettative dei cittadini di Chieri per € 41.500,00= (83 x 500euro)
  • Come valutato nella II Commissione del 11 Maggio 2017 una quota del fondo di riconoscenza dovrebbe  essere di servizio, supporto e aiuto ai cittadini di Chieri e quindi si pensava di suddividere detto importo in politiche sociali e politiche del lavoro
  • Sussistono progetti che non sono andati a buon fine in materia di lavoro accessorio e di reciproca solidarietà a causa del mancato acquisto in tempi utili  dei titoli “voucher” per l’attivazione/ prosecuzione del progetto, creando un avanzo di €. 11.500,00.= circa

Visto che

Sempre nella suddetta Commissione l’Assessore Zopegni proponeva di utilizzare una parte dei Fondi in una forma di Cantiere di Lavoro che oggettivamente si tratta di una forma di sostegno al reddito che il Comune di Chieri utilizza già da molti anni e si tratta un Progetto Regionale

Inoltre, ad ogni persona inserita nei Cantieri di Lavoro viene assegnato un incarico con mansione presso un servizio comunale in cui svolgere la propria collaborazione. Possono presentare domanda di partecipazione alla selezione i disoccupati in possesso dei requisiti sotto indicati, che devono essere posseduti alla data di pubblicazione all’albo pretorio dell’avviso pubblico

  • Residenza: in un Comune del CPI di Chieri con priorità ai residenti in Chieri
  • Per i cittadini non comunitari: possesso del permesso di soggiorno in regola con le leggi vigenti
  • Iscrizione al Centro per l’Impiego di Chieri: come immediatamente disponibile al lavoro
  • Età: uguale o superiore a 45 anni
  • Titolo di studio: non superiore a quello della scuola dell’obbligo o essere privi di titolo di studio
  • Benefici economici: non beneficiare di sussidi al reddito regionali nell’ambito delle politiche del lavoro, indennità a tutela dello stato di disoccupazione e/o emolumenti percepiti a titolo di ammortizzatori sociali
  • Patente di guida di categoria B in corso di validità, non gravata da provvedimenti (requisito richiesto per 4 partecipanti al progetto).

Considerato che

L’Eurostat ha comunicato i dati sulla disoccupazione dell’eurozona da dove si evince che il dato italiano è il quarto dato più alto dopo Grecia (23%).

Si registra, da un punto di vista della differenza per genere, un aumento della disoccupazione femminile, relativa in particolare alle donne dai 34 anni in su, che raggiunge il 13,2% (+3,2%). Andamento inverso invece per la disoccupazione maschile che scende all’11,1% (-2,2%). Un dato preoccupante, quello femminile, cui se ne aggiunge un altro relativo alla fascia di età: il tasso di disoccupazione giovanile, quella compresa tra i 15 e i 34 anni, torna al 40%, 0,2 punti in più registrati a dicembre rispetto al mese precedente. “L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni – scrive l’Istat – sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,9% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato)”.

Si specifica inoltre che

Le politiche attive del lavoro sono tutte quelle iniziative, messe in campo dalle istituzioni nazionali e locali, finalizzate a promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo.

I principali strumenti di promozione dell’occupazione sono: la formazione e la riqualificazione, l’orientamento, il tirocinio e le work experiences.

A chi si rivolgono:

  • Giovani e adulti disoccupati.
  • Percettori di indennità di disoccupazione
  • Lavoratori di aziende in crisi o sospesi dal lavoro
  • Lavoratori svantaggiati ai sensi del regolamento CE 800/2008

Le politiche attive del lavoro hanno l’obiettivo di favorire il reinserimento nel ciclo produttivo dei lavoratori che hanno perso l’occupazione, tramite la profilazione delle loro caratteristiche, l’eventuale riqualificazione delle competenze acquisite in base alle richieste del mercato e l’incontro tra domanda e offerta di occupazione.

I tirocinanti, in genere, sono studenti o persone che intendono reinserirsi in un’attività lavorativa, cambiare lavoro, o, comunque, acquisire competenze professionali.

Conferenza Stato Regioni e Province autonome è intervenuta a pubblicare le Linee guida su stage e tirocini, con l’intento di stabilire procedure standardizzate e minimi qualitativi uguali per tutta l’Italia, in modo tale da evitare discrepanze e usi illegittimi di questi tipi di contratto.

Successivamente la legge n.99/2013, di conversione del D.L. 76/2013, ha stabilito che i datori di lavoro pubblici e privati che hanno sedi in diverse regioni, possono scegliere liberamente quel normativa regionale adottare per la contrattazione dei tirocini e stage e assolvere così le comunicazioni obbligatorie presso il Servizio informatico nel cui ambito territoriale è ubicata la sede legale, ricordando però che sono esclusi dall’obbligo di comunicazione i tirocini curriculari.

Riassumendo le regole che si applicano al contratto tirocinio e stage sono:

  • la retribuzione minima non può essere inferiore a 300 euro lordi mensili (per 20 ore settimanali) e per 40 ore settimanali l’importo deve avere un minimo di 600 euro lordi mensili.
  • Lo stage non può essere utilizzato per i lavori che non necessitano di periodo di formazione preliminare.
  • Il numero massimo di tirocinanti presenti in azienda sono: 1 per imprese fino a 5 addetti a tempo indeterminato, 2 stagisti per imprese che hanno tra i 6 e i 20 dipendenti a tempo indeterminato, per quelle che invece hanno oltre i 20 dipendenti, i tirocinanti non possono superare il 10% dei lavoratori assunti tempo indeterminato.

La durata massima di uno stage secondo le ultime disposizioni è la seguente:

Tirocinio formativo e di orientamento durata massima non superiore a 6 mesi.

Tirocini di inserimento e reinserimento al lavoro la durata dello stage non può superare i 12 mesi.

Tirocini a favore dei soggetti svantaggiati non più di 12 mesi ; quelli organizzati per i disabili fino al massimo di 24 mesi.

Lo Stage è un’esperienza lavorativa svolta all’interno di un’azienda con obiettivo formativo. Lo stage in azienda consente allo stagista di essere inserito in una realtà aziendale che gli permetterà di apprendere maggiormente e più facilmente

Si ricorda che possono proporre stage in azienda: aziende private, enti pubblici, organizzazioni no-profit etc.

Tutto ciò premesso,

la sottoscritta RACHELE SACCO,

capogruppo di FORZA ITALIA

Propone la seguente

MOZIONE

IMPEGNA IL CONSIGLIO COMUNALE , IL SINDACO

Ad attivare tutte le azioni necessarie a farsi tramite diretto tra azienda e stagista offrendo un intervento economico di copertura della collaborazione eventualmente anche part-time.

Ad attivare tutte le azioni necessarie per una selezione accurata delle Aziende del Territorio e del personale disoccupato attraverso il CPI o altri preposti (Agenzie formative), affinché possano sussistere i presupposti necessari per una prosecuzione del rapporto di lavoro sotto altre varie forme: apprendistato, tempo determinato, tempo indeterminato e così via.

Capogruppo F.I. – Rachele Sacco