Nella speranza che l’Italia torni una ad essere una Repubblica fondata sul lavoro

Oggi è il 2 giugno, la principale festa nazionale civile, la festa della Repubblica, di quella Repubblica “fondata sul lavoro” dove il lavoro ormai non c’è più. Dove i giovani faticano a credere nel futuro, perchè gli vengono date sempre meno opportunità. Il 2 giugno si ricorda il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani nel 1946 venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese. Rachele Sacco in consiglio comunale a Chieri con la fascia tricoloreRachele Sacco in consiglio comunale a Chieri con la fascia tricolore

Il 2 giugno rappresenta quindi a tutti gli effetti la nascita della nostra democrazia. Giornata in cui dovremmo essere orgogliosi di chi siamo e del Paese che abitiamo. Ma invece siamo sotto un Governo che sta mettendo a rischio la nostra Costituzione, con un referendum che andrà a smantellarla. Con scelte politiche scellerate che depauperano i servizi ai cittadini e non garantiscono la loro sicurezza. Io mi auguro che la Festa della Repubblica torni ad essere quella che era. Quando si era fieri di scendere in piazza ad assistere alle parate e alle frecce tricolore, con una mano sul cuore ricordando chi ha combattuto affinché l’Italia diventasse una Repubblica democratica e un Paese unito.