«Non c’è emergenza sicurezza secondo i nostri consiglieri, allora come li spiegate i fermi dei carabinieri solo di questi giorni?».

CHIERI, 28 MARZO 2018 Sono nove le persone identificate dai militari della Compagnia dei Carabinieri e gli Agenti della Polizia Locale, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio, finalizzato al contrasto dell’immigrazione clandestina e alla prevenzione di reati contro il patrimonio.
Alcuni di nazionalità straniera, altri italiana, ma a tutti sono stati notificati alcuni reati: «Accattonaggio, furto alimentare, immigrazione clandestina – riporta Rachele Sacco capogruppo FI Chieri – Tutti nella stessa giornata di controllo. Dire che Chieri è una città sicura, come è stato affermato giovedì sera in Consiglio comunale mi sembra quasi una contraddizione».
La consigliera nell’ultimo consiglio comunale ha infatti presentato una mozione sul tema sicurezza, bocciata però da maggioranza e opposizione: «Il consigliere Zullo ha definito la nostra richiesta esagerata rispetto al contesto chierese, ma direi che la cronaca gli dà torto – commenta Sacco – All’indomani del consiglio comunale è arrivato un comunicato dei carabinieri di Chieri che annuncia di aver fermato ben 9 persone per reati vari. Nove in un solo giorno per un paese come Chieri mi sembra un numero elevato».
A rafforzare  la versione della consigliera azzurra c’è altro: «A fine febbraio ho partecipato a un convegno sulla sicurezza – ripercorre Sacco – Quello che si è evidenziato è un problema serio dei cittadini. Non si tratta di percezione di insicurezza, ma una reale paura che questa amministrazione non vuole capire. In quell’occasione è stato evidenziato quanto le stesse forze dell’ordine siano impotenti. Ci sono tutta una serie di reati per cui non è previsto l’arresto obbligatorio: furti, truffe. La persona viene fermata e indagata a piede libero. Quindi non c’è alcuna certezza o tranquillità».
Rincara Sacco: «Non sono io a dirlo ma le stesse forze dell’ordine. Un commerciante che denuncia qualcuno che spaccia droga davanti al suo negozio e il giorno dopo se lo vede nuovamente davanti al suo locale a sbeffeggiarlo, se non a minacciarlo come pensate che viva? Tranquillo? Che si senta sicuro di passeggiare o di fare chiusura da solo? Ma sopratutto che autorevolezza possono avere le forze dell’ordine se dopo ogni fermo trovano questa persona il giorno dopo per strada. Lo stesso loro ruolo viene sminuito. Bisogna fare di più».
Continua la consigliera: «Non sono un’autorità ma una voce del territorio e se questa insicurezza è avvertita dai cittadini credo che qualcosa si debba fare. Forse i i consiglieri dovrebbero iniziare a vivere un po’ più la città e meno gli uffici comunali, così potrebbero rendersi conto davvero del clima percepito dai nostri concittadini. Certo ci sono situazioni ben peggiori, non siamo ai livelli di Scampia, ma dobbiamo arrivarci per poter poi dare l’allarme? Non sarebbe meglio prevenire sul nascere questi fenomeni per evitare che poi dilaghino? Perchè continuare a parlare di allarmismo quando si tratta di prevenzione?».