«Nuovi migranti a Chieri? Ma chi si farà garante di ospitarli? »  

La Prefettura di Torino venerdì pomeriggio ha pubblicato l’aggiornamento delle liste con il numero di migranti assegnati alle Città della Provincia. Il bando prevederebbe a Chieri l’assegnazione di altri 95 profughi in arrivo sul territorio a partire dal 1 aprile 2017 e fino al 31 dicembre. La procedura prevederebbe dunque che sul territorio oltre ai 90 già assorbiti potrebbero essere ospitati nuovi richiedenti asilo e a questi si sommerebbero i 238 ospitati nel comprensorio tra Cambiano, Baldissero, Isolabella, Marentino e altri Comuni del Chierese. Un’ipotesi che si evince leggendo il bando pubblicato sul sito della Prefettura.
«Faccio subito una premessa: non ho nulla contro chi per necessità scappa dai territori di guerra, ma deve essere un’immigrazione controllata e soprattutto coordinata e programmata – premette Rachele Sacco capogruppo FI in consiglio comunale –  E questo non sembra proprio che lo sia. Abbiamo provato a capire, chiamando noi stessi la Prefettura, se 95 sarà il numero massimo di immigrati che possono essere ospitati a Chieri, oppure sia in aggiunta, perchè anche dall’ufficio stampa non hanno saputo darci risposta rimandandoci ad altri uffici. Mi sembra comunque strano che si possa sostenere siano il numero massimo, perchè nel bando avrebbero dovuto indicare che erano in assegnazione 5 posti e non 95, dato che una novantina sono già a Chieri»
Un fatto che rende sempre più nebulosa la questione: «Abbiamo già avuto occasione di discutere in consiglio e anche durante le commissioni la questione dell’ospitalità, ma non ne siamo mai venuti a capo. Ora la notizia che nel territorio il numero raddoppi, forse addirittura triplichi senza che sia in atto un piano di organizzazione, è follia. E’ già stata protocollata un’interrogazione». E prosegue: «Quando due immigrati su tre non sono profughi significa che come Paese stiamo lanciando un messaggio preciso: venite in Italia, non c’è nessun problema, venite a Chieri»
Nuovi profughi, ma chi si farà garante di ospitarli? «Gli alloggi ERP contesi dai cittadini vantano liste di onorata anzianità – sottolinea Sacco- Questa è la Città dei Beni Comuni dove “Un gruppo di vicini di casa comincia a prendersi cura di un fabbricato in disuso”….Cito le dichiarazioni sul sito del Comune. Ma quindi cosa succederà? Verranno messi a disposizioni l’ex Caserma Scotti, l’Area Tabasso? O il centro giovanile che proprio in questi giorni è anch’esso a bando per il nuovo affidamento?»
I punti nodali sono dunque due: ospitalità e fondi: «Dove verranno ospitate tutte queste persone? A quanto ammonta il costo per questo? – è perplessa Sacco – Passando per l’area Caselle ho avuto modo di vedere alcuni operatori della cooperativa Tra.Me prendere misure e svolgere attività all’interno del centro giovanile. Vorremmo mica pensare che l’edificio vada in appalto proprio alla realtà che sul territorio si sta anche occupando dell’accoglienza migranti?»
La consigliera rimarca: «E’ necessario anche pensare alla parte debole della popolazione piemontese, sempre più in miseria: a coloro che sono senza lavoro, a chi non arriva a fine mese, a quei pensionati che vivono con grande difficoltà e a chi è senza casa – rammenta Sacco – Il Viminale ha creato il cosiddetto “Fondo di Riconoscenza”, in forza del quale i Comuni che hanno partecipato all’emergenza umanitaria riceveranno un bonus di 500 euro per migrante ospitato, fondi per i quali non sono previsti vincoli particolari di spesa. Questo non può che diventare un’arma se mal gestita. Consci anche delle speculazioni che vengono fatte sulla “questione migranti”».
Il dubbio che il centro giovanile possa tramutarsi in un centro accoglienza è forte: «In questo momento il bando per l’accoglienza è attivo insieme a quello per l’assegnazione del centro giovanile ex Patchanka. Potrebbe esserci il rischio che una proprietà comunale possa essere messa a disposizione per i profughi, disattendendo però le aspettative delle associazioni giovanili? Potrebbe esserci l’eventualità che la stessa realtà oltre che l’edificio riceva anche i fondi del Viminale?»
Al Comune di Chieri, viste le 90 attuali presenze e i possibili nuovi 95 profughi, dovrebbe essere assegnata una somma attorno ai 100mila euro. La consigliera presenterà quindi una mozione nel prossimo consiglio comunale per impegnare la Giunta affinché questi fondi vengano investiti per far fronte alle difficoltà dei cittadini: «Penso che l’amministrazione dovrebbe utilizzare questi soldi in favore dei cittadini e delle famiglie chieresi in difficoltà – propone nella mozione – Non è nelle mie intenzioni fare dichiarazioni populiste, ma penso che in un momento in cui le famiglie sono sempre più in difficoltà, le amministrazioni debbano farsi garanti sia nei confronti degli italiani che di quegli immigrati residenti che ormai sono a tutti gli effetti integrati nel tessuto sociale della nostra città»
Chieri, 31 gennaio 2017