Parole di solidarietà

La Notte Bianca e Rossa di sabato 9 settembre, a Chieri, si colora di parole di solidarietà. Durante la serata organizzata dal Comitato chierese della Croce Rossa Italiana per festeggiare il suo 45° anniversario e raccogliere fondi a sostegno di “Aiuta CRI Aiuta” a favore delle persone in stato di difficoltà, parteciperà con un banchetto in piazza Cavour angolo via Palazzo di Città (area taxi) anche la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. A partire dalle 18  sarà disponibile “Sergio Brio. L’ultimo stopper”, la biografia dell’ex calciatore juventino scritta in collaborazione con Luigia Casertano.
I proventi derivanti dal libro saranno devoluti alla Fondazione per la ricerca sul Cancro, che potrà così sostenere i progetti di ricerca volti a sconfiggere questa terribile malattia. Al banchetto sarà presente anche Rachele Sacco, portavoce della Fondazione sul territorio chierese e da anni volontaria impegnata in prima fila nella raccolta di fondi. «È fondamentale che, in situazioni di festa come quella di sabato prossimo, si promuovano momenti di partecipazione e solidarietà – spiega Sacco – La Fondazione per la Ricerca sul Cancro fa da anni un lavoro encomiabile che tutti noi siamo chiamati a sostenere. In questo senso il contributo dell’ex calciatore Sergio Brio, che da uomo vincente e al contempo umile ha deciso di offrire il suo libro alla Fondazione, è un gesto di solidarietà che ognuno di noi può sostenere semplicemente acquistando il libro al nostro banchetto. La ricerca è un tassello importantissimo nella battaglia contro il cancro, solo attraverso essa è possibile ridonare speranza a tutti coloro che sono stati colpiti da questo male subdolo e oscuro».
Nella sua biografia, Brio racconta di sé e della sua carriera attraverso aneddoti, massime e ricordi. Protagonista di 16 anni di calcio italiano, tutti con la maglia della Juventus (13 da stopper e 3 come allenatore in seconda di Giovanni Trapattoni), oggi Brio è un opinionista sportivo. La storia che propone parte da lontano: la famiglia, le lezioni di Attilio Adamo con le dovute riflessioni sull’attuale crisi del settore giovanile, il Lecce, la gavetta nella Pistoiese e l’arrivo alla Juventus sono passi fondamentali di una storia di vita legata allo sport. Momenti gloriosi cui il libro non lesina di affiancare quelli più difficili o particolari: gli infortuni, il periodo dei consensi e quello delle critiche, il morso del cane all’Olimpico,la delusione di Atene, la storica rivalità tra la Juve e la Rompa, il pallone arancione della Super Coppa Europea.
Egli scrive: «Ho deciso di offrire questo libro alla Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro e ringrazio tutti voi che, acquistandolo e continuando a dare fiducia, contribuite in modo fondamentale alla crescita dell’istituto di Candiolo, Grazie di cuore».