Quando Torino era un riferimento per le strutture sanitarie italiane

Quando Torino era un riferimento per le strutture sanitarie italiane

Il Regina Margherita è sempre stato l’eccellenza per la cura dei bambini. Perché per i nostri figli si cerca sempre il meglio: forse la Regione non lo vuole più cercare il meglio? Sono anni che la struttura è al limite del degrado, liste di attesa infinite, ascensori fuori uso e cosa più grave molti pazienti deviati in strutture più organizzate. Queste sono solo alcune delle testimonianze di persone che hanno provato sulla loro pelle questi disagi: se poi il tutto si riversa sui bambini la situazione è inaccettabile. “Come si può pensare di lasciare una metropoli come Torino senza un ospedale pediatrico degno del nome che ha sempre portato. Il tutto in un’ottica di disinvestimento sul capitolo Sanità che fa tremare. Nessuno dovrebbe usare la salute dei cittadini come capitolo di argomentazione politica: la battaglia si fa da cittadino in difesa dei cittadini, da chi conosce i disagi per accedere alle cure migliori, da chi ha a cuore il benessere dei propri cari. Perché tutti abbiamo il diritto e il dovere di indignarci per la tutela della nostra salute.” afferma con impeto Rachele Sacco, Vice Presidente della Associazione Nazionale Graziani Adelina, Presidente del Comitato per l’Ospedale a Chieri e Membro Direttivo Anci della Consulta Competente.

In questi tagli assurdi ricade anche l’eccellente struttura del Regina Margherita dove gli attuali 286 posti dell’ospedale pediatrico diverranno in tutto 90: solo un bambino ogni tre avrà assicurato il suo diritto alla salute? Un percorso verso la cancellazione dei presidi sanitari piemontesi che insieme all’altra “grave migrazione” del Polo Ospedaliero di Chieri va ad aggiungere sconforto e disillusione nei cittadini. Eppure a chi come Rachele Sacco, che della battaglia per il diritto alla salute ne ha fatto una “missione”, si indigna pubblicamente sui social invitando alla firma di una sacrosanta petizione in favore della salvaguardia dei posti letto ma lo stesso Assessore Saitta ribatte, attaccandola e  cambiando le carte in tavola. La Sacco risponde: “L’Assessore Saitta deve finirla di raccontare falsità sulla pelle dei malati perché è sotto gli occhi di tutti che la Sanità ha subìto tagli ovunque, che i servizi sono inesistenti, le  liste di attesa lunghissime e il personale ospedaliero costretto a lavorare sotto organico e in condizioni disperate”. E allora nasce spontanea una domanda: “Ma secondo l’Assessore Saitta ci dobbiamo stupire se gira ovunque la notizia del declassamento o chiusura del Regina Margherita con tutto quello che sta capitando alle strutture ospedaliere di tutta la Regione Piemonte, compresa la vicenda dell’Ospedale Unico che accorperebbe Chieri-Moncalieri-Carmagnola in zona esondabile Vado’? E non dimentichiamo come è iniziata e come si è conclusa la vicenda dell’Ospedale Oftalmico, del Maria Adelaide, del San Giovanni Bosco, e tanti altri ancora, e Lei Assessore dichiarava le stesse cose di oggi..”. Caro Assessore Saitta qui si sta lasciando la Regione Piemonte con 30.000 malati non autosufficienti in attesa di assistenza e nella disperazione delle famiglie. Non crediamo che si in questo modo la fiducia dei suoi cittadini e la credibilità politica in ambito sanitario. Rachele Sacco conclude: “Io continuerò a battermi per la SALUTE dei Cittadini e per la Sanità di tutti!!!!”

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