Lavoro, sociale, sanità,sicurezza

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RASSEGNA STAMPA 2016

 “No all’ospedale unico”: a Chieri una sottoscrizione per salvare il Maggiore

La Stampa, Antonella Torra, 14/01/2017. Una raccolta firme contro l’ospedale unico. E’ partita a Chieri, per volontà del gruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, e ha raccolto in questi primi giorni oltre mille sottoscrizioni. Proseguirà fino a fine gennaio nei banchetti sotto l’Arco in via Vittorio Emanuele e al mercato del venerdì (in piazza Europa) e del sabato in piazza Dante. «Vogliamo sensibilizzare la popolazione a quello che sta accadendo – spiega l’iniziativa Rachele Sacco, capogruppo di Forza Italia Chieri – E’ stato dato il via libera per la realizzazione di un ospedale unico per tutta l’Asl To 5. Ovviamente dalla Regione non fanno che mettere in evidenza i vantaggi di questa decisione, ma qualcuno si è posto la domanda di far conoscere ai cittadini anche le conseguenze negative?». Il rischio, secondo i promotori della raccolta firme, è che con la realizzazione del nuovo ospedale, il nosocomio chierese, punto di riferimento per i 37 mila residenti, ma anche per tutti i Comuni limitrofi sino al castelnovese, perda servizi e reparti. «Le persone sono molto preoccupate – continua Sacco – Lo abbiamo visto con l’affluenza ai banchetti per la raccolta firme. Temono di perdere il loro ospedale, e soprattutto gli anziani non hanno idea di come potranno accedere alle cure se i reparti venissero spostati altrove». Alla paura di perdere un servizio, si aggiunge – sottolinea Sacco – «lo sconcerto nel pensare che, neanche due anni fa, a Chieri, è stato inaugurato il nuovo distretto sanitario di piazza Silvio Pellico, costato 12,8 milioni di euro». «Insieme alla raccolta firme abbiamo consegnato alle persone anche un questionario, che si può compilare anche sul sito www.rachelesacco.it – spiega la consigliera di minoranza-. I dati parlano chiaro: circa il 64 per cento degli utenti si è detto contrario alla realizzazione dell’ospedale unico, ma se dovesse essere realizzato il 76 per cento candiderebbe Chieri come sede di un possibile nuovo ospedale. Abbiamo anche chiesto agli intervistati se pensassero che la realizzazione di un ospedale unico potesse rendere più efficiente l’Asl To 5 e solo il 13 per cento ha risposto di sì. Significa che le persone hanno una buona opinione della nostra azienda sanitaria e soprattutto dell’ospedale di Chieri».

Alessandra Mussolini

Martedì Alessandra Mussolini a Chieri per dire no al Referendum

TorinoOggi.it, Redazione, 13/11/2016. Presenti esponenti di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Alessandra Mussolini a Chieri per dire no al Referedum. L’Onorevole martedì 15 novembre sarà presente, insieme a politici, parlamentari, senatori ed europarlamentari di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia nel paese del torinese. L’appuntamento è fissato presso piazza Europa, dalla 12 alle 13:30 per la Fiera di San Martino. A seguire, dalle 13:30 alle 15, al bar Victor aperipranzo con prenotazione obbligatoria al 342-5618530. Gli esponenti politici illustreranno le ragioni del no del referendum del 4 dicembre 2016. A promuovere l’iniziativa il Comitato per il no di Chieri.

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Ospedale Chieri

Una raccolta firme contro l’ospedale unico. Forza Italia: «No alla vendita del Maggiore»

Cronaca Qui, Federico Gottardo, 15/01/2016. Da una parte ci sono Forza Italia e un mi­gliaio di chieresi contrari all’ospedale unico dell’Asl To5. Dall’altra il Pd, che promuove la nuova struttu­ra e accusa l’opposizione di raccogliere «le firme della menzogna». La polemica politica si scatena a un mese di distanza dalla firma del protocollo d’intesa tra Re­gione, Asl e Comuni: Chie­ri, Carmagnola e Moncalieri rinunceranno ai loro attuali nosocomi, che verranno alienati per finanziare la co­struzione di una nuova sede comoda per tutti. Dove? Verrà deciso fra tre mesi. Ma il Centrodestra non ci sta e ha lanciato una peti­zione cui hanno già aderito mille cittadini: «Vogliamo sensibilizzare la popolazio­ne – tuona Rachele Sacco, capogruppo in Consiglio e coordinatrice locale di For­za Italia -, le persone sono preoccupate di perdere il loro ospedale. Alla paura si aggiunge lo sconcerto nel pensare che verrà venduto il nuovo distretto sanitario di piazza Pellico, inaugura­to due anni fa e costato 12,8 milioni di euro».

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Napoli Sacco Pichetto

Elezioni Torino: ufficializzata la candidatura di Osvaldo Napoli

TorinoOggi.it, 3/02/2016. Il coordinatore regionale Pichetto: "Rappresenta al meglio questo valore per Forza Italia e per tutto il centrodestra". E' ufficiale, Osvaldo Napoli è il candidato del centro destra alle prossime elezioni comunali, sarà lui a sfidare l'attuale sindaco Piero Fassino. Da giorni circolava il nome del sindaco di Valgioie, in contrapposizione ad un paio di altri pseudo-candidati all'interno di Forza Italia. La conferma è arrivata domenica sera, dopo la cena ad Arcore tra il presidente Berlusconi e il leader della Lega Matteo Salvini. L'ufficialità, invece è stata sancita lunedì, quando il presidente dell'Ancitel, insieme al coordinatore regionale Giberto Pichetto, la vicepresidente del Consiglio Regionale Daniela Ruffino, il senatore Malan e l'onorevole Daniela Santanchè, si sono ritrovati ad una cena in un ristorante di Chieri e hanno preso parte ad una raccolta fondi organizzata dalla capogruppo locale Rachele Sacco. Anche nell'ultima occasione, Osvaldo Napoli, incalzato dai cronisti , non ha rilasciato commenti, a scogliere le ultime riserve è stato Gilberto Pichetto che nella giornata di ieri ha trasmesso agli organi di stampa un comunicato. “ La scelta di Osvaldo - ha spiegato il commissario regionale di FI- rappresenta al meglio questo valore per Forza Italia e per tutto il centrodestra confermando, semmai ce ne fosse stato bisogno, la nostra ferma intenzione di arrivare prima al ballottaggio e poi al governo di Torino.” Picchetto ha smorzato i toni sulle polemiche in merito alle mancate primarie nella scelta del candidato di centrodestra. “ Rispetto, anche se non condivido le ragioni di chi ha chiesto le primarie per individuare il nostro candidato Sindaco- ha concluso Pichetto- tuttavia la nostra coalizione ha scelto che per queste elezioni non fossero lo strumento più adatto, adesso è il momento di agire in modo compatto per vincere".

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Chieri, Santanchè alla cena di Forza Italia: «A essere moderati alla fine si diventa modesti»

100Torri.it, 6/02/2016. Che Daniela Santanchè fosse una che non le “manda a dire” lo si sapeva fin dall’inizio e la sua schiettezza, volutamente non politically correct, spiazza ma non per questo è mal vista. Lunedì sera, nella cena convegno organizzata da Forza Italia Chieri, nella sala del Park Hotel gremita di sostenitori del partito, ma anche di esponenti di Fratelli di Italia e Lega Nord, è riuscita a divertire e coinvolgere le quasi 200 persone, almeno una cinquantina sotto i trent’anni, arrivate per conoscerla parlando di immigrazione, coppie di fatto ed economia. Senza comunque escludere un’analisi critica della situazione politica interna al partito. «A forza di essere moderati alla fine si diventa modesti – ha aperto il suo intervento l’onorevole – Non abbiamo ragione per cui vergognarci o essere defilati. Solo chi ha qualcosa da nascondere si defila e non si mette in luce. Forza Italia è in un momento di crisi, perché i traditori sono tanti. Ma non possiamo continuare a permettere che venga messo a capo del Governo l’ennesimo presidente non eletto. Siamo al terzo presidente del Consiglio non scelto dai cittadini. Stiamo perdendo la democrazia». Un’accusa al Governo Renzi, ma anche all’inerzia che affligge cittadini e politici: «Ci accorgiamo di aver perso la nostra libertà, solo un minuto dopo che è successo, mai prima – afferma Santanchè – Noi siamo dalla parte giusta, perché ci sono valori che non possono essere scelti, come l’orgoglio di essere italiani. Sono stufa di vedere città invase dagli immigrati e non credo per questo d’essere definita razzista se dico che prima bisognerebbe pensare agli italiani». Alla serata aperta da Rachele Sacco, coordinatore cittadino di Forza Italia Chieri, sono intervenuti Osvaldo Napoli, vicecoordinatore regionale di FI e sindaco di Valigie anche Gilberto Pichetto, coordinatore regionale di FI, Alberto Cirio, europarlamentare FI, Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Lucio Malan, senatore Fi, Tommaso Varaldo commissario Forza Italia Giovani Torino Città metropolitana, Gianluca Coletti coordinatore FI giovani Piemonte, e alcuni esponenti del Gruppo Seniores di FI. Ognuno dei quali è intervenuto dando spunti alle riflessioni della Santanchè: «Mi chiedo: come mai tutti i cosiddetti profughi che arrivano nelle nostre città sono solo uomini? – fa notare l’onorevole – Quando si scappa da una guerra non si mandano via prima le donne e i bambini? Allora mi viene da pensare che queste persone siano migranti economici e non rifugiati». Rispetto poi agli ultimi fatti di cronaca, come la decisione di velare le statue ai Musei Capitolini in occasione della visita del premier Rohani ha considerato: «Non vorrei essere in un Paese in cui prima o poi venga vietato di cantare le canzoni di Natale – e ha continuato – No al multiculturalismo, se questo significa perdere la nostra identità. Non siamo tutti uguali, perché io non posso dialogare con chi non rispetta le donne. La civiltà di un popolo si vede dalla considerazione che dà alle proprie donne». All’aggiornamento sul ddl Cirinnà e la posizione contraria di Forza Italia aggiunge: «C’è il diritto di essere figli, non quello di essere madre e padre. La società deve andare in un’unica direzione. Permettendo le adozioni ai gay e gli uteri in affitto dovremo spiegare ai bambini che sono stati portati da una cicogna oppure che sono nati sotto un cavolo? Se va bene che due donne e due uomini si uniscano in matrimonio, non si può però lasciare che i bambini diventino un accessorio da acquistare per San Valentino. Ciò che più conta è la tutela dei bambini e dell’infanzia non il vezzo di diventare genitori» Una serata informale dove però i temi cari alla cittadinanza sono diventati protagonisti: «Devo ringraziare coloro che oggi mi hanno chiamata per complimentarsi con noi per la magnifica serata trascorsa ieri. Una serata all’insegna della semplicità politica, in ottima compagnia con tantissimi cari cari carissimi amici – ha considerato Sacco – Sono momenti che aiutano a lavorare nella stessa direzione, rendendomi orgogliosa per tutto il lavoro e le battaglie che sto portando avanti insieme a tutto il gruppo con cui lavoro in ottima armonia. Abbiamo bisogno di risollevare il nostro Paese. Si parla di immigrati e non si fa nulla per noi Italiani. Si parla di ddl Cirinnà e si dimentica chi è senza casa e senza lavoro. Mentre le aziende e gli imprenditori sono isolati e si rivolgono solo più al mercato estero. Si parla di integrazione, senza salvaguardare la sicurezza di noi italiani. Vogliono alienare ospedali mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e soprattutto ci si dimentica dei giovani che sono il nostro futuro. Tutto ciò che sta accadendo a livello nazionale, arriva di riflesso nella nostra Città, dove i Chieresi si sentono abbandonati a loro stessi con una amministrazione che non pensa ai disagi e alle sofferenze dei propri cittadini»

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Slow Food, Rachele Sacco (FI): "Troppo costoso e poco innovativo? Al limite della diffamazione"Questa è l'intestazione

PrimaPaginaNews, 10/06/2016. Nell’anno del Salone del Gusto, organizzato da Slow Food, Chieri dopo anni di collaborazione ha scelto di toglierlo dai partners dell’iniziativa. Motivo? “Mancanza di innovazione” secondo le dichiarazioni del sindaco Martano. «Ma stiamo scherzando? - è intervenuta Rachele Sacco capogruppo FI Chieri - Dichiarazioni del genere possono diventare macigni di scredito verso un’associazione che è simbolo d’innovazione, qualità ed etica. La filosofia di Slow Food si fonda su tematiche molto precise: lotta allo spreco, laboratori didattici per diffondere la cultura del cibo, campagne di sensibilizzazione. Il motto è infatti: buono pulito e giusto. E questo secondo il sindaco non avrebbe nulla di innovativo?». L’intervento della consigliera torna indietro nel tempo: «Ricordo gli elogi e l’altissimo numero di voti degli allora consiglieri del Pd, quando nella scorsa legislatura, nella veste di assessore al Commercio ero riuscita a portare a Chieri il marchio Slow Food. E ora? Dopo tanto lavoro per portarlo a Chieri, lo si fa uscire di scena proprio nell'anno in cui Torino è al centro di attività decisamente innovative e al passo coi tempi, proprio come richiedeva l'attuale amministrazione». Ma non è solo questione di coerenza di pensiero, ma anche di strategia e lungimiranza: «Nell’anno del Salone del Gusto in cui Slow Food a Torino sarà incentrato sullo Street Food, muovendo importanti numeri sia come partecipanti sia per gli introiti. Così invece di cavalcare l’onda della notorietà dell’iniziativa torinese, Chieri se lo lascia sfuggire, partecipando al Salone e al progetto di Terra Madre, ma escludendo l’ente da DiFreisaInFresia- evidenzia la consigliera - E al loro posto sceglie la partnership con l’ente Fiera di Alba? Che strategia è questa? Forse sarebbe stato meglio iniziare un progetto a lungo termine, vista anche la portata mondiale del marchio. Invece dopo soli 2 anni è stato abbandonato tutto». Senza contare i tempi con cui è stata presa la decisione: «Gli organizzatori di Slow Food sono stati avvertiti solo a ridosso dell’evento - spiega Sacco - Dopo aver già consegnato il progetto definitivo al Comune e poi essere liquidati con una telefonata. Per vedere poi affidato il lavoro ad altri due enti. Nulla da obiettare sul valore dell’Ente fiera di Alba, ma cosa c’entra con il nostro territorio che ha come caposaldo i grissini Rubatà e la focaccia già nella filiera di Slow Food?» E aggiunge: «In più lo Street Food, è saltato fuori solo dopo la nostra interrogazione in Consiglio…» Sacco considera poi l’effetto boomerang: «La presenza di Slow Food avrebbe già fatto partire la macchina mediatica data dal Salone del Gusto e Terra Madre - sottolinea la consigliera -Con Slow Food tra i partner, avremmo già da ora veicolato verso Chieri il turismo portato dall’evento in programma a settembre a Torino, grazie alla fama del marchio. Slow food poteva essere il trampolino di lancio per la valorizzazione dei nostri prodotti territoriali, se non la “sponsorizzazione” e noi come Città saremmo potuti essere la tappa inaugurale del Salone del Gusto» C’è poi la questione dei costi: «Confrontando i preventivi, lo stanziamento economico risulta essere uguale agli anni precedenti, anzi c’è persino un aumento dei costi negli ultimi due anni - verifica Sacco - Nel 2014 il budget stanziato è stato di 31.200 euro, nel 2015 di 35.000 euro e nel 2016 di 35.000. Come possono dichiarare che nelle passate stagioni l'evento è costato troppo e adesso, cambiando l’ente, viene stanziata la stessa quantità di denaro, perdendo però in prestigio?».

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Chieri, Rachele Sacco (FI): «Chiediamo lo stato di calamità naturale»

TorinoToday, 4/07/2016. A seguito della tromba d'aria che si è abbattuta sabato sulla città. Tetti divelti, strade allagate, auto danneggiate e piante sradicate. Sono solo alcuni dei danni subiti dai cittadini chieresi sabato pomeriggio a causa del tornado che si è abbattuto sulla città. "Danni che superano per molte famiglie le migliaia di euro - dichiara la coordinatrice cittadina di Forza Italia Rachele Sacco -. Tra sabato e domenica in tanti mi hanno contattata per palesarmi l'accaduto. Cercando un modo anche per affrontare nell'immediatezza la problematica". Lo spirito collaborativo è stata la prima risposta: "Vigili del fuoco, polizia municipale, carabinieri, protezione civile e Cri si sono subito messi all'opera durante l'emergenza e non si può che ringraziarli per la celerità - considera la consigliera -. Ora dobbiamo fare rete per permettere alle persone di tornare alla normalità il prima possibile. Da parte dell'amministrazione è importante un impegno concreto nel ricercare fondi e aiuti per risanare il disastro. Per questo con gruppo di Forza Italia chiediamo che il Sindaco faccia prima di tutto richiesta alla Regione lo Stato di calamità naturale". Una richiesta che il gruppo protocollerà al Comune: "Avere lo status di calamità naturale darà una mano anche per avviare più velocemente le pratiche di rimborso. Soprattutto a chi ha subito i danni più ingenti. Ci sono concittadini che si sono trovati con i tetti scoperchiati come le case di piazza Europa, ma lo stesso Comune ha subito danni, basti solo pensare al palazzetto di San Silvestro e prima interveniamo, facendo rete tra associazioni, amministrazione e enti territoriali e prima siamo certi di arrivare a una risoluzione".

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A rimetterci non può essere Chieri

Lo Spiffero, 20/07/2016. La scelta dell'ospedale unico penalizza il nostro territorio che vede ridurre i servizi. cardiologia e Oncologia sono solo i primi reparti destinati a smobilitare. Accordi poco chiari e scarso coinvolgimento dei cittadini. Il progetto dell’Ospedale Unico avanza. Velocemente. Passando sopra la testa dei cittadini e tagliando fuori dalla decisione finale i Comuni che fanno parte dei quattro distretti dell’Asl To5. La location sembra ormai certa. Lunedì mattina, con i tecnici regionali dei settori edilizia sanitaria, urbanistica e trasporti, l’assessore regionale alla Sanità Saitta ha esaminato insieme ai sindaci di Moncalieri Paolo Montagna, di Chieri Claudio Martano e di Carmagnola Ivana Gaveglio, la cartina che evidenzia il tratto compreso tra le stazioni ferroviarie di Trofarello e Cambiano come la zona baricentrica più servita sia per il trasporto privato sia per il trasporto pubblico, su gomma e su rotaia. A differenza di quanto continua ad affermare l’assessore Saitta, i territori non sono stati coinvolti nella scelta. Ma hanno subito una scelta regionale, dettata da logiche difficili da comprendere. I cittadini stanno vedendo smantellare ogni giorno un pezzo del proprio ospedale, senza la garanzia di mantenere i servizi. Anzi già con le prove che andranno a perdersi. Un esempio? La cardiologia di Chieri. I primi di ottobre la dottoressa Brero andrà in pensione e già da oggi hanno smesso di prendere prenotazioni per l’ambulatorio chierese e stanno indirizzando le richieste su altri distretti. Questo è il primo esempio, ma non mi stupirebbe che se provassimo a chiamare il centralino delle prenotazioni potrebbe capitare con altre specialità» La Regione Piemonte entro la fine del mese di agosto definirà il perimetro dell’area e darà quindi il via alla predisposizione degli atti tecnici per lo studio di fattibilità economica del progetto: «Quanto tempo ci vorrà per realizzare il nuovo ospedale è difficile dirlo con certezza. Nel frattempo gli attuali ospedali vengono svuotati e soprattutto Chieri sta diventando una scatola vuota. Hanno appena terminato di ristrutturare le sale operatorie di Moncalieri, ma non ci sono progetti su Chieri. Nessuno si sta battendo per questo territorio e ancora una volta il nostro sindaco Martano subisce decisioni dall'alto a differenza di Montagna, che comunque è riuscito ad ottenere che la location fosse nel proprio Comune. Anche l’oncologia dai tre distretti sarà portata tutta su Moncalieri. Allora chi ci viene a dire cosa resta a Chieri? È così difficile fare un elenco e renderlo pubblico alla cittadinanza? Dov’è la trasparenza? Sono passati ormai alcuni mesi dalla richiesta dall’audizione in Regione, ma non abbiamo avuto risposta e nemmeno sul tavolo di concertazione tra Comuni, associazioni del territorio e tecnici abbiamo avuto notizie. Che garanzie diamo ai nostri cittadini? Mi viene sempre più da pensare che alla base ci sia accordi poco chiari da voler nascondere, che penalizza tutti i comuni del Chierese e del castelnovese che non avranno alternative e dovranno fare chilometri per raggiungere il primo ospedale, ma a privilegio di chi? Sono davvero rammaricata, arrabbiata e anche infastidita da queste logiche politiche e come amministratrice locale, ex assessore, non mi stupisce che i cittadini si sentano sempre meno rappresentati. *Rachele Sacco, presidente del Comitato per l’Ospedale a Chieri

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Stampa chieri ospedale

Morsicato da un topo in pronto soccorso

La Stampa, Antonella Torra, 2/08/2016. Allarme a Chieri per l’invasione di ratti nel centro storico: in Comune scoppia la polemica. Il roditore ha aggredito un paziente intubato. L’ospedale: “Arrivato dalla strada”. Un paziente morsicato da un topo, da un ratto per la precisione. Un episodio increscioso, avvenuto all’ospedale di Chieri, giovedì scorso. Solo ieri però i parenti del malato aggredito hanno denunciato il fatto, che si è verificato al pronto soccorso. Il paziente, un uomo di 79 anni, era arrivato da poco in ambulanza all’ospedale di Chieri: aveva una forte crisi respiratoria. È stato intubato e sistemato in una barella nel corridoio del pronto soccorso, in attesa del ricovero in reparto. Accanto a lui il figlio che non lo lascia un attimo. Arrivano due infermieri, devono mettere un catetere al paziente, sollevano il lenzuolo e, tra lo stupore e la paura di tutti, salta fuori il topo. L’animale, probabilmente spaventato, morde l’anziano e poi fugge inseguito da un infermiere che riesce a buttarlo in strada. C’è sgomento tra medici e infermieri, viene chiamato immediatamente un medico infettivologo che visita l’anziano e scongiura l’ipotesi di infezione dopo alcune analisi. Viene dato l’allarme anche in direzione ed entro un’ora arriva l’impresa per la derattizzazione. «PROBLEMA DEI CENTRI STORICI» «Un episodio davvero spiacevole – dicono dalla direzione generale – di cui però non abbiamo responsabilità. Facciamo effettuare derattizzazioni costanti, le trappole con il veleno ci sono sempre. Questo topo è arrivato dalla strada. Purtroppo al pronto soccorso le porte si aprono e si chiudono spesso: entrano ambulanze, pazienti». Il problema dei topi riguarda tutti i centri storici delle città e Chieri non ne è esente. «Facciamo effettuare periodicamente interventi di derattizzazione – spiega l’assessore Gaspardo Moro -. Sotto il centro di Chieri scorre un ramo del Rio Tepice, nel quale confluiscono sicuramente degli scarichi. Quindi è inevitabile che ci siano topi». «NESSUNA EMERGENZA» Non una situazione di emergenza, secondo l’amministrazione. «Nessuno ci ha segnalato episodi nei locali del Comune, nelle scuole o in biblioteca – aggiunge Gaspardo Moro – e neppure sono arrivate denunce all’Asl e all’Ufficio di Igiene. Quest’autunno in seguito ad un’interrogazione in Consiglio comunale avevamo chiesto chiarimenti appunto all’Asl ma non c’erano state segnalate particolari criticità. Piuttosto i residenti nel centro storico si lamentano dei piccioni». L’interrogazione sui ratti era stata presentata dalla capogruppo di Forza Italia, Rachele Sacco. Che ora non si stupisce del topo in ospedale: «Era ovvio, purtroppo, che sarebbe successo. Il centro di Chieri è pieno di ratti». La consigliera ricorda la denuncia in Consiglio comunale: «Avevo portato anche le foto scattate dai commercianti del centro: si vedevano i topi di sera che attraversavano la via principale. E qualche giorno fa ho visto io stessa un topo: ero in un bar del centro e un cliente lo ha cacciato fuori a calci». La capogruppo di Forza Italia chiede provvedimenti: «Avevo già chiesto questo autunno di dare un appalto ad una ditta specializzata che periodicamente facesse derattizzazioni in centro. Ora si fa sempre più necessario. D’altronde a Chieri è un problema che c’è da sempre. Qualche anno fa, quando io ero assessore, una colonia di ratti aveva invaso i giardini davanti al San Paolo, erano più di 50. Solo un pesante intervento riuscì ad eliminarli».

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Sacco (Forza Italia): Chieri perde i pezzi, dopo l’ospedale e Slow Food ora anche il volley…

100Torri.it, Redazione, 3/08/2016. Presa di posizione a 360 gradi per Rachele Sacco, capogruppo di Forza Italia al Comune di Chieri, che in un comunicato attacca l’amministrazione su tre fronti: ospedale, slow food e (inedito) sport. Scrive la Sacco: “Il volley di serie A potrebbe dire addio a Chieri. Questo è ciò che potrebbe accadere a settembre stando alle ultime dichiarazioni del presidente della squadra Filippo Vegnano. La causa? L’indisponibilità del PalaMaddalene, chiuso per ristrutturazione, ma anche del nuovo PalaSanSilvestro sovraccarico di attività. «Ma se accadesse avete idea di che ripercussioni avrebbe su Chieri? – commenta a caldo la notizia Rachele Sacco, capogruppo FI Chieri – Per l’ennesiva volta ci troviamo ad avere un’amministrazione immobile che lascia andare eccellenze solo per non prendere iniziative e posizioni. Il team sportivo si è infatti rivolto ai Comuni litrofi: Riva, Poirino e Santena: che ovviamente hanno risposto positivamente. Ospitare gli allenamenti di una squadra come il Fenera porta vantaggi su molti aspetti. Fa conoscere il Comune anche a livello nazionale. I tifosi arrivano per assistere agli allenamenti e anche durante le partite ci sono persone che arrivano a Chieri per guardare gli incontri. Significa sviluppare il commercio e il turismo della Città attraverso lo sport. Non si può però pensare di far giocare una squadra di casa in un impianto in cui non si allena nemmeno. Abbiamo già perso una volta l’eccellenza del volley a Chieri, quando allora, per disputare le partite di serie A la squadra si è dovuta trasferire a Torino perché avevano un palazzetto non a norma con le regole della FIPAV. Adesso abbiamo costruito un nuovo palazzetto e non lo rendiamo disponibile alla squadra della nostra Città? L’ennesima eccellenza che rischia di finire in altri lidi: il nostro sindaco Martano si è lasciato scappare il nuovo ospedale non battendosi perchè Chieri e i Comuni limitrofi fossero tra le location in lizza, poi con l’iniziativa Di Freisa in Freisa ha lasciato a casa Slow Food per puntare sull’Ente Fiera di Alba perdendo quindi anche l’eco mediatica di Terra Madre e ora una squadra di Serie A va via perchè non ha possibilità allenarsi? – marca Sacco – Stiamo perdendo tutto. Dallo sport si potrebbe avere un enorme rilancio economico e turistico, con il Chieri calcio in serie D e la pallavolo in A2 e la pallavolo maschile in B2. Soprattutto pensando il palazzetto di San Silvestro che è stato costruito anche con i soldi dei Cittadini chieresi. A San Silvestro si potrebbe creare un bellissimo polo sportivo con tutte le eccellenze locali… Calcio, pallavolo, bocce… Tutte presenti nei campionati massimi di settore.” La conclusione: «La nostra città è allo sfascio. La nostra amministrazione si focalizza solo e sempre sulle stesse cose senza guardare agli interessi dei cittadini. Non mi stupirei se fra un pò la Città Capofila diventasse qualcun’altra…».

Topi chieri

Chieri (To) – Topi in ospedale. Sacco (Forza Italia) “Denunciato il problema a settembre 2015. L’amministrazione non ha mai risposto”

News Italia Live, Federica Bosco, 4/08/2016. CHIERI (TO) – I topi hanno invaso Chieri, in provincia di Torino, la denuncia partita qualche mese fa da Rachele Sacco capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale ieri è stata ripresa della cronaca nazionale perché un paziente ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale di Chieri si è trovato sulla barella, sotto le coperte, un grosso topo di fogna. Nel tentativo di allontanarlo l’uomo è stato morsicato, ma senza conseguenze. L’anziano paziente, che è ancora ricoverato presso l’ospedale di Chieri per accertamenti, ha dato la sua testimonianza ai microfoni di Rete quattro, mentre il consigliere Sacco ha rimarcato la gravità di un episodio che purtroppo, vista la situazione di degrado, rischia di non rimanere isolato. “Erano mesi che avevamo avvertito il Comune che il centro storico di Chieri era infestato dai topi, precisamente dal settembre del 2015 – spiega Rachele Sacco attraverso i social networik – Come consigliere comunale avevo presentato anche un’interrogazione in Consiglio per palesare la necessità di una derattizzazione cadenzata. I commercianti e i cittadini si lamentano da tempo, ma l’Amministrazione ha sempre fatto orecchio da mercante. E’ inammissibile che un Assessore dichiari che non ci sono state segnalazioni, quando è agli atti persino un’interrogazione. Qui ne va della salute dell’intera cittadinanza. I topi portano malattie. Bisogna farsi garanti per le categorie più fragili come ad esempio i malati, ma la preoccupazione è anche per gli altri edifici pubblici del centro storico come le scuole e le case di riposo. Ed è impensabile che un bambino o un anziano possa sentirsi minacciato in un luogo in cui dovrebbe essere al sicuro. Sono esterrefatta soprattutto perché sono convinta che il compito principale di un’amministrazione sia di garantire la SICUREZZA dei propri cittadini. Chieri viene sempre più declassata…non era mai capitato in passato di vedere una Città meravigliosa come questa svuotata in pochi anni della sua bellezza.- conclude il consigliere di Forza Italia – Non solo, anche l’ospedale sta cadendo a pezzi e l’ultimo fatto di cronaca ne è la testimonianza. Sono molto amareggiata per tutto ciò che sta succedendo, anche perché questo increscioso episodio è solo una goccia in un mare di degrado”.

Rachele Sacco

“L’OSPEDALE, SLOW FOOD E ORA FENERA76 COS’ALTRO VUOLE LASCIARSI SCAPPARE L’AMMINISTRAZIONE CHIERESE” DENUNCIA LA CONSIGLIERE SACCO.

La Pecora Nera News, Redazione, 6/08/2016. Il volley di serie A potrebbe dire addio a Chieri. Questo è ciò che potrebbe accadere a settembre stando alle ultime dichiarazioni del presidente della squadra Filippo Vegnano. La causa? L’indisponibilità del PalaMaddalene, chiuso per ristrutturazione, ma anche del nuovo PalaSanSilvestro sovraccarico di attività. «Ma se accadesse avete idea di che ripercussioni avrebbe su Chieri? – commenta a caldo la notizia Rachele Sacco, capogruppo FI Chieri – Per l’ennesiva volta ci troviamo ad avere un’amministrazione immobile che lascia andare eccellenze solo per non prendere iniziative e posizioni». Il team sportivo si è infatti rivolto ai Comuni litrofi: Riva, Poirino e Santena: «Che ovviamente hanno risposto positivamente – sottolinea Sacco – Ospitare gli allenamenti di una squadra come il Fenera porta vantaggi su molti aspetti. Fa conoscere il Comune anche a livello nazionale. I tifosi arrivano per assistere agli allenamenti e anche durante le partite ci sono persone che arrivano a Chieri per guardare gli incontri. Significa sviluppare il commercio e il turismo della Città attraverso lo sport. Non si può però pensare di far giocare una squadra di casa in un impianto in cui non si allena nemmeno». Considerazione già fatta dal presidente della squadra ai giornali valutando l’ipotesi di spostarsi altrove: «Abbiamo già perso una volta l’eccellenza del volley a Chieri, quando allora, per disputare le partite di serie A la squadra si è dovuta trasferire a Torino perché avevano un palazzetto non a norma con le regole della FIPAV – ripercorre Sacco – Adesso abbiamo costruito un nuovo palazzetto e non lo rendiamo disponibile alla squadra della nostra Città?» L’ennesima eccellenza che rischia di finire in altri lidi: «Il nostro sindaco Martano si è lasciato scappare il nuovo ospedale non battendosi perchè Chieri e i Comuni limitrofi fossero tra le location in lizza, poi con l’iniziativa Di Freisa in Freisa ha lasciato a casa Slow Food per puntare sul’Ente Fiera di Alba perdendo quindi anche l’eco mediatica di Terra Madre e ora una squadra di Serie A va via perchè non ha possibilità allenarsi? – marca Sacco – Stiamo perdendo tutto. Dallo sport si potrebbe avere un enorme rilancio economico e turistico, con il Chieri calcio in serie D e la pallavolo in A2 e la pallavolo maschile in B2. Soprattutto pensando il palazzetto di San Silvestro che è stato costruito anche con i soldi dei Cittadini chieresi». Aggiunge la capogruppo:«A San Silvestro si potrebbe creare un bellissimo polo sportivo con tutte le eccellenze locali… Calcio, pallavolo, bocce… Tutte presenti nei campionati massimi di settore» Sacco è lapidaria: «La nostra città è allo sfascio. La nostra amministrazione si focalizza solo e sempre sulle stesse cose senza guardare agli interessi dei cittadini. Non mi stupirei se fra un pò la Città Capofila diventasse qualcun’altra…»

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Chieri, Rachele Sacco: «Creiamo una rete di solidarietà che parta dall’amministrazione e non lasciamo i cittadini soli a trovare delle soluzioni nei casi di difficoltà».

100Torri.it, Redazione, 26/08/2016. Rachele Sacco, consigliera comunale e consulente del lavoro, ha commentato in una nota la vicenda di una famiglia chierese in difficoltà, ripresa dai media. “Un altro caso di povertà. Un’altra famiglia chierese in mezzo alla strada bloccata dai cavilli della burocrazia. Una storia già sentita: troppo ricchi per rientrare nell’emergenza abitativa e troppo poveri per affittare una casa ed essere autonomi. Le istituzioni devono garantire il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione . Avevo già fatto pressione in passato per palesare situazioni simili, quando risultavano circa 12 le famiglie che vivevano in macchina, dati confermati durante un incontro con il Consorzio socio assistenziali. C’era stata anche una interrogazione in Consiglio comunale su un uomo che viveva all’area Tabasso nel parcheggio e ci risulta ci sia ancora. Ad aggravare situazioni del genere è la chiusura estiva della mensa popolare. Il progetto Reciprocamesa, nei locali dell’ExMattatoio, è sospeso dal 6 agosto al 5 settembre, ma chi ha fame però non va in vacanza e cosa deve fare? Possibile che siano i singoli cittadini a doversi mobilitare con gesti di solidarietà anziché le istituzioni? E’ pazzesco che in un Comune come Chieri non esista un protocollo per far fronte a questo tipo di emergenze. Esiste infatti un fondo per l’emergenza abitativa al quale non tutti riescono ad accedere. Non possiamo permettere che nostri concittadini si ritrovino in mezzo alla strada. Rischiamo di fomentare situazioni di razzismo e intolleranza, perché come sappiamo quando si tratta di rifugiati, ci sono molte più agevolazioni. Mi metto nei panni di un cittadino qualsiasi, senza colore politico o ruoli istituzionali, che ascolta questa storia e mi viene facile pensare a quanta frustrazione possa scaturire nel sapere che una famiglia italiana dorme in auto, mentre il Comune ha accolto una cinquantina di probabili rifugiati. Per evitare che si creino situazioni di intolleranza l’amministrazione deve essere garantista per tutti. Sorge dunque una domanda: ma Chieri è strutturata ed è pronta per far fronte a queste emergenze?”.

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