Riprogettiamo il Welfare: al centro i cittadini consapevoli

Lunedì 26 novembre a Chieri al Caffè Lettarario di V. Vittorio Emanuele II, 2 alle ore 20.30 si terrà l’incontro dal titolo RIPROGETTIAMO IL WELFARE a cura dell’Associazione Graziani Adelina. Introdurranno la serata il Presidente Riccardo Ruà e la Vice Presidente Rachele Sacco supportati dagli interventi di calibro di Vincenzo Pacileo, Procuratore aggiunto di Torino, la Senatrice Maria Rizzotti, l’Onorevole Daniela Ruffino, Guido Giustetto Presidente dell’Ordine dei Medici, Giulio Fornero direttore Strutture complessa Città della Salute di Torino, Massimo Uberti Direttore Generale Asl TO5 e Maria Grazia Breda Presidente Fondazione Promozione Sociale ONLUS. Il tema è delicato  come i suoi soggetti: i malati e il diritto alla cura post ospedaliera. Attualmente il problema è grave e pesa sulle famiglie vittime di un sistema che non è in grado non solo di prendersene cura una volta usciti dalla struttura curante ma neanche di creare una rete di welfare che possa alleviare le famiglie dal carico economicamente oneroso dell’assistenza sulla lunga durata. Primo dovere è rendere i cittadini autosufficienti ma per farlo occorre fornire le istruzioni e la solidarietà organizzata.

Riccardo Ruà, Presidente Associazione Graziani Adelina è deciso a battersi per un concetto fondamentale:

Premesso che per noi i cittadini non vengono visti come vittime del sistema ma come utenti che vanno informati ci teniamo a ribadire che non si vive di soli diritti ma anche di doveri e il primo dovere di un cittadino è quello di informarsi sulle regole del sistema in cui è inserito. Noi siamo qui per questo: per dare gli strumenti di conoscenza a coloro che sono più deboli e vengono trattati nel bisogno come dei pacchi postali. In primis crediamo che il welfare vada profondamente riprogettato in un’ottica di assistenza post ospedaliera in collaborazione con i medici che hanno seguito il paziente e con le ASL perché una volta dimessi non vengano sballottati e non ricadano economicamente sulle famiglie. Il diritto di continuità di cura è prima di tutto una dimostrazione di rispetto della persona malata.”

 Appoggiato dalla Vice Presidente Rachele Sacco, nonché Presidente Comitato Ospedale di Chieri, quindi protagonista già di mille battaglie sulla sanità: “Abbandonare le persone una volta uscite dalle strutture pubbliche equivale a ucciderle. Oltre a vanificare gli sforzi fatti dai medici e dalla struttura ospedaliera che li ha avuti in cura si aggrava la situazione delle famiglie che faticano a districarsi tra percorsi burocratici e porte chiuse. Qui non si tratta solamente di fare un discorso economico di assistenza programmata ma di creare un persorso di assistenza psicologica insieme al personale medico e alla pubblica sanità.”

Quindi chiediamo a Rachele Sacco  Cosa significa riprogrammare il welfare?

Significa fornire gli strumenti ai cittadini per avvalersi delle strutture pubbliche sanitarie e non solo. Significa istruire le famiglie a diventare autonome nel tempo. Significa far sentire concretamente che le istituzione a servizio dei cittadini non sono solo palazzi vuoti ma strutture che lavorano veramente per il bene della comunità.”