«Sagra del Rubatà o fiera dello Street Food, sulle rive dello stagno?»

pastedgraphic-1CHIERI, 18 settembre 2016. Sagra del Rubatà al centro della polemica: «Nessuna valorizzazione del prodotto tipico e fontana in condizioni indegne». E’ il commento di Rachele Sacco, capogruppo FI a Chieri e rappresentante Anci Piemonte e Nazionale alla chiusura della tre giorni organizzata dalla Pro Chieri espressione del Comune di Chieri: «Si parla di promozione dei prodotti tipici e valorizzazione del centro storico e in un’unica occasione, Pro Loco e Comune sono riusciti a svalutare sia l’una che l’altra cosa – marca la consigliera di minoranza – La Fiera del Rubatà, programmata lo scorso fine settimana, è riuscita ad “ammazzare” il senso stesso della manifestazione. Lo stand dei grissini e della focaccia chierese che sarebbe dovuto essere il fulcro dell’evento, era nascosto tra banchetti di arrosticini, patatine fritte, hamburger, birre e i gazebo delle associazioni che hanno organizzato un bellissimo Bike Pride con l’esposizione di bici e i laboratori cicloriparazioni».
Nulla da obiettare alla scelta di lavorare con Street Food: «Ma chi arrivava dall’esterno tutto poteva pensare fuorché di essere alla Sagra del grissino Rubatà, vanificando gli sforzi dei panificatori del Ciofs e dei pasticceri che si fanno costantemente in quattro per portare il prodotto a conoscenza del grande pubblico, con ingredienti di qualità e tanta formazione – considera Sacco – Mancavano tra gli stand gastronomici prodotti che valorizzassero il grissino e la focaccia: ad esempio degustazioni di marmellate, vini, miele, prosciutto o formaggi doc, ma solo cibo di strada che si sarebbe potuto trovare in qualsiasi altra fiera di paese, ma mancava anche una coordinazione con i negozi del centro storico che sono rimasti chiusi domenica durante la fiera. Perché la verità è una: i commercianti sono delusi da questo tipo di manifestazioni che non promuovono il territorio, ma lo mistificano. E’ pazzesco che in Comuni molto più piccoli ci siano sagre meravigliose e a Chieri sia un flop dopo l’altro. A giugno il Freisa ora il Rubatà».
Ma c’è qualcosa che ha ancora più inorridito la consigliera: «Ancor peggio, a mio avviso, lo stato della fontana di piazza Cavour: sporca, priva di acqua, ma zeppa di sanguisughe e insetti vari. Alla stregua di uno stagno in una discarica, con bambini che giocavano attorno e visitatori che mangiavano seduti ai tavoli posti a ridosso. Com’è possibile che, chi ha organizzato un’iniziativa incentrata sul cibo, non si sia minimamente preoccupato delle condizioni igieniche della fontana della piazza che lo ospitava».
La capogruppo di Forza Italia, già nel consiglio comunale di luglio aveva presentato un’interrogazione proprio sullo stato della fontana e il sindaco in quell’occasione aveva condiviso le perplessità della consigliera: «Resto perciò ancora più stupita del fatto che si continui a parlare di studio di fattibilità a favore del commercio cittadino e non si riesca neanche a risolvere un problema che il nostro Gruppo ha sollecitato più volte. Per migliorare il decoro della piazza andrebbero posti dei fiori o degli arredi, eventualmente sponsorizzati da qualche azienda di floricultura locale. Continuo pertanto a domandarmi perché ad oggi non abbiamo ricevuto riscontro, nonostante risposte positive o di valutazioni, da parte degli Assessori competenti e non comprendiamo il perché questa Amministrazione continui a rimanere “ingessata”, premettendo che le richieste arrivano dai Cittadini e noi siamo al loro servizio e loro