Quartiere Gionchetto: buoni propositi, pochi risultati

«Se l’associazione non ha più il numero legale, ha ancora senso erogare contributi senza per altro vedere risultati?». E’ ciò che si domanda la consigliera Rachele Sacco, capogruppo di FI in Consiglio comunale che, in occasione dell’ultima seduta del 29 giugno scorso ha presentato un’interrogazione per avere chiarimenti da parte dell’Amministrazione sulla gestione dell’Associazione Quartiere Gionchetto.
«Al nostro Gruppo sta molto a cuore l’associazionismo. Molte associazioni continuano ad esistere con grandi sacrifici, nonostante siano il “braccio operativo di tutte le Amministrazioni”. I volontari apportano un contributo indispensabile per la cooperazione sociale – spiega Sacco – L’Associazione di via Monti, come cita testualmente il suo statuto, ha scopo “di miglioramento della situazione di vita del quartiere Gionchetto e dei suoi abitanti ”. Vorremmo però comprendere come mai non si sta raggiungendo lo scopo per il quale essa è nata e soprattutto a chi stanno andando i soldi messi in bilancio dal Comune. Parliamo di 8.617,80 euro che l’Amministrazione ha previsto nella voce “contributi progetti diversi”, ma visto che, ormai da due anni, il direttivo dell’Associazione non raggiunge il numero di componenti previsti da statuto vorremmo fare chiarezza».
La situazione di degrado del Gionchetto è nota a tutti: risse, invasioni di scarafaggi nella scala 15, episodi di scabbia solo nel 2016, maltrattamenti ai danni di animali, presenza di rifugiati nella scala 23. Un panorama che effettivamente motiva la creazione di progetti per il  miglioramento della zona, ma la risposta del vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Manuela Olia non soddisfa la capogruppo. «L’Associazione è nata il 25 giugno 2013 con lo scopo di fronteggiare il disagio del quartiere – riporta Sacco – Nel giugno del 2015 è stato concesso un alloggio per il progetto “Il mio quartiere, dico che è casa” di promozione giovanile, scuola per scuola, incontri a tema, aree di convivenza comune…».
Buoni propositi che però non sono stati raggiunti: «La situazione di disagio permane – marca Sacco – Forse l’Amministrazione non porge un occhio di riguardo nei confronti di una zona  che ha sempre avuto molteplici problemi. Inoltre l’Associazione può ritenersi sciolta da circa due anni, poiché non ha più il numero legale. Degli 8 componenti previsti, ne sono rimasti solo  6 membri più il presidente. Quindi abbiamo e stiamo continuando a dare soldi a un’associazione che, di fatto, non esiste più…».