Trascrizione all’anagrafe di bimbi e bimbe a carico di persone dello stesso sesso.

«Organizzeremo una petizione contro questa follia».

CHIERI, 1 GIUGNO 2018  Netta la reazione di Rachele Sacco capogruppo FI all’indomani del Consiglio Comunale dopo la risposta del primo cittadino Claudio Martano di proseguire la trascrizione all’anagrafe di bimbi e bimbe a carico di persone dello stesso sesso.
«E’ allucinante – spiega la capogruppo di FI Chieri – che solo tre consiglieri, Savio e Bosco e la sottoscritta, abbiano capito le motivazioni della nostra mozione e le conseguenze nefaste di questa presa di posizione del Sindaco. Fa inoltre riflettere che il Movimento 5 Stelle si sia spaccato sull’argomento. Se i cittadini sapessero le idee del Sindaco sarebbero sicuramente sconcertati quanto me».
Così partirà a breve una raccolta firme. Una scelta quella di Rachele Sacco per tutelare soprattutto i diritti dei bambini: «La mozione è nata dopo le dichiarazioni rese dal Sindaco Martano che ha chiaramente manifestato la volontà di procedere anche a Chieri alla trascrizione di bimbi e bimbe a carico di persone dello stesso sesso. Le iniziative prese dai Sindaci non hanno avuto un grande plauso – spiega la consigliera comunale – anche perché sembrerebbero voler sanare di loro pugno quello che è un vuoto normativo. Questa iniziativa approva la registrazione all’anagrafe di bambini che hanno due padri oppure due madri andando contro il Codice Civile Italiano calpestando la realtà della vita, della natura, della storia, della cultura,  e anche della legge”. Oltre agli aspetti morali, infatti, questa decisione assunta dal Sindaco è contraria anche alle normative vigenti: “La legislazione non disciplina la trascrizione di figli di genitori dello stesso sesso. Il Sindaco non ha potestà legislativa. Non può essere un Sindaco a stravolgere le leggi. Un’azione simile rischia di fomentare, avvalorare e facilitare l’uso di uteri in affitto, spianando la strada alla mercificazione del corpo, rendendo la nascita a tutti gli effetti una questione di possibilità economica dove i bambini sono una merce di scambio. Non confondiamo, poi, i diritti del bambino ad avere una famiglia con l’affidamento e ancora di più con la registrazione di un bimbo a due persone dello stesso sesso. Questi poveri bambini non sanno cosa gli aspetterà per il loro futuro nella scuola, nella società e nella vita. Saranno sottoposti a prove e situazioni perché non avranno avuto possibilità di scelta».
La preoccupazione di Rachele Sacco è soprattutto per i bambini: «Sono contraria alla adozione, ma non all’allargamento dei diritti – sottolinea la capogruppo di FI – questo vale sia per gli omosessuali che per gli eterosessuali. Quando si parla di diritti, bisogna stare attenti anche ai diritti degli altri ed in questo caso si parla dei diritti dei bambini che abbiamo il dovere di tutelare. Ho massimo rispetto di tutti ma la famiglia è una cosa diversa, data tra l’unione di un uomo e una donna orientata a fare figli, e dev’essere tutelata dallo Stato e dalle istituzioni in un periodo in cui il nostro Paese ha problemi di crescita demografica»
E conclude: «Io non mi riconosco più in questa società che state costruendo su ideologie che vanno contro la nostra cultura, la nostra storia, ma soprattutto contro natura togliendo ai bambini la possibilità di scegliere e non mi fermerò passivamente a questa decisione del Sindaco di Chieri».