Tuteliamo la salute, non il colore politico

Continua l’affluenza ai banchetti per la raccolta firme contro il possibile depotenziamento dell’ospedale Maggiore di Chieri. In due fine settimana oltre mille sottoscrizioni e sul sito www.rachelesacco.it un centinaio di questionari.

CHIERI, 11  gennaio 2016. «La salute non ha colore politico, ma come politici abbiamo l’obbligo di garantirla ai nostri cittadini». Hanno superato quota mille le firme raccolte dal gruppo F.I di Chieri contro il depotenziamento e la possibile chiusura dell’ospedale Maggiore di Chieri.

Un momento della raccolta firme proposta dal gruppo consigliare di F.I Chieri, domenica pomeriggio sotto l'arco

Un momento della raccolta firme proposta dal gruppo consigliare di F.I Chieri, domenica pomeriggio sotto l’arco

«Vogliamo sensibilizzare la popolazione a quello che sta accadendo – motiva l’iniziativa Rachele Sacco capogruppo di Forza Italia Chieri – E’ stato dato il via libera per la realizzazione di un ospedale unico per tutta l’Asl To 5. Ovviamente dalla Regione non fanno che mettere in evidenza i vantaggi di questa decisione, ma qualcuno si è posto la domanda di far conoscere ai cittadini anche le conseguenze negative?»

L’ipotesi di realizzazione di un ospedale unico per tutta l’Asl To 5 è in cantiere da anni. Già nei primi anni del 2000 con la Giunta Bresso erano stati fatti studi di pre fattibilità ( costato mezzo milione di euro) per la costruzione di un ospedale unico nella zona di Carpice, al confine tra Moncalieri e Nichelino.

Progetto messo poi in stand by con le elezioni della Giunta Cota ma che ora sembra concretizzarsi grazie al sì dei quaranta sindaci dell’azienda sanitaria. Dalla Regione, la Giunta Saitta, spera di realizzare il nuovo complesso entro quattro anni, ma non è ancora chiaro dove potrebbe essere realizzato. L’ultimo anno si è parlato di una collocazione verso lo svincolo autostradale di Santena sul disegno “dell’ospedale dei francesi” pensato negli anni 90.

Il rischio che con la realizzazione del nuovo ospedale, il nosocomio chierese, punto di riferimento per i 37mila residenti, ma anche per tutti i Comuni limitrofi sino al castelnovese, perda servizi e reparti

«Le persone sono molto preoccupate – riporta Sacco – Lo abbiamo visto con l’affluenza ai banchetti per la raccolta firme. Temono di perdere il loro ospedale, e soprattutto gli anziani non hanno idea di come potranno accedere alle cure se i reparti venissero spostati altrove»

Alla paura di perdere un servizio c’è anche lo sconcerto nel pensare che, neanche due anni fa, a Chieri è stato inaugurato il nuovo distretto sanitario di piazza Silvio Pellico, costato 12,8 milioni di euro.

«Insieme alla raccolta firme abbiamo consegnato alle persone anche un questionario, che si può compilare anche sul sito www.rachelesacco.it –  spiega la consigliera di minoranza- I dati parlano chiaro: circa il 64 per cento degli utenti si è detto contrario alla realizzazione dell’Ospedale unico, ma se dovesse essere realizzato il 76 per cento candiderebbe Chieri come sede di un possibile nuovo ospedale. Abbiamo anche chiesto agli intervistati se pensassero che la realizzazione di un ospedale unico potesse rendere più efficiente l’Asl To 5 e solo il 13 per cento ha risposto di sì. Significa che le persone hanno una buona opinione della nostra azienda sanitaria e soprattuto dell’ospedale di Chieri»

Lo dimostrano in effetti anche i tanti commenti lasciati in fondo al questionario: «Mi piacerebbe avere a Chieri l’ospedale unico e/o valorizzare quello esistente potenziandone i reparti come il pronto soccorso e rianimazione attualmente al collasso» ha scritto Marianna B.

«Potrebbe essere interessante fare l’ospedale unico a Chieri considerato che hanno appena terminato la costruzione di una zona completamente nuova che sarà sicuramente costata parecchio ai contribuenti chieresi» ha fatto notare Susanna P.

E ancora «La maternità di Chieri è un reparto di eccellenza sperimentato con nipotino, più volte ricorso al PS – ha testimoniato Eros T. – Ho riscontrato grande professionalità e capacità di sopperire alle ristrettezze economiche della Sanità pubblica. Un ottimo esempio di integrazione con il territorio»

Ha considerato Maria Vita M: «Per la tutela della salute del cittadino bisogna investire e non risparmiare. Pensiamo inoltre ai tanti anziani che non sempre hanno i mezzi per spostarsi autonomamente».

L’iniziativa lanciata a metà dicembre, in poche settimane, ha scatenato l’opinione pubblica: «Come è possibile che l’Amministrazione comunale non abbia nemmeno pensato di candidare Chieri come location dell’ospedale unico o per lo meno di proporre un Consiglio comunale aperto per coinvolgere la cittadinanza in questa scelta?»

La battaglia del gruppo proseguirà tutto il mese di gennaio: ogni sabato mattina dalle 9,30 alle 12 in piazza Dante durante il mercato e ogni sabato e domenica pomeriggio, in piazza Umberto I, angolo con via Vittorio dalle 15,30 alle 19.