«Un regolamento sbagliato in partenza che mette in difficoltà le piccole associazioni, anziché sostenere il volontariato e il terzo settore»

E’ scaduto ieri, 30 agosto, il bando per l’assegnazione dei locali comunali alle realtà associative chieresi e i malumori tra candidati sono tanti: «I criteri di assegnazione non sono equi – continua a sottolineare Rachele Sacco, che già nel consiglio comunale del 2 maggio, era stata l’unica a votare a sfavore, tra maggioranza e opposizione, del nuovo regolamento  – Non sono contro il regolamento, ma contro il principio che penalizza l’associazionismo, perché le associazioni sono il “braccio armato” dei Comuni e questo testo mette in tremenda difficoltà chi vive di volontariato e piccoli sostegni e che non svolge attività commerciali, ma porta avanti principi di solidarietà e sussidiarietà che nulla hanno a che fare con il lucro».
L’intervento della consigliera ripercorre lo storico rapporto tra associazioni e Comune: «Prima i Comuni stanziavano fondi a favore delle associazioni, poi ha sospeso ogni elargizione fino ad arrivare ad oggi in cui è il comune a chiedere i soldi alle associazioni attraverso il pagamento delle spese e affitto locali – ripercorre – Capisco che le amministrazioni lo facciano per far quadrare i bilanci, ma di questo passo molte realtà associative chiuderanno anche se gli importi, come dice l’assessore Paschero, non sono alti. Le associazioni svolgono una attività sociale sia per i soci che verso terzi, senza finalità di lucro. Sono una risorsa per il Territorio che va tutelata».
Come mai non si è pensato di usufruire di Fondi Europei? «La crisi economica ha coinvolto non solo i Comuni, ma soprattutto le piccole realtà. Non sarebbe stato giusto mettere in modo delle azioni per poter accedere a finanziamenti o meglio contributi dell’Europa per sostenere chi lavora sul territorio? – domanda Sacco – Il nuovo regolamento non da valore alle nuove associazioni, ma le mortifica. Sono in tanti che ci hanno fatto notare quanto i criteri di assegnazione premino chi ha un precedente e chi ha già collaborato con il Comune e abbia già avuto accesso gratuitamente ai locali comunali».
Rischia quindi di apparire come un circolo vizioso: «Ci ritroviamo in una situazione dove sono sempre le stesse associazioni ad “avere la meglio”. E alcuni spazi, come l’area Caselle o altri locali comunali sono rimasti fuori dal bando di assegnazione. Perché? Per quale ragione alcune associazioni hanno maggiori privilegi di altre?Alla mia domanda chi verrà escluso dal pagamento? La risposta della Paschero è stata “quelli che saranno valutati dalla Commissione”, ma quali sono i criteri di valutazione e da chi è composta la commissione?»
C’è poi la questione dei servizi dati al Comune che vengono retribuiti: «Siamo allo stesso punto, quali servizi vengono pagati, come vengono scelte le realtà che possono erogare servizi al Comune e “pagarsi” in questo modo le spese di affitto e gestione. Ma sopratutto che senso ha? Non è un contributo, semmai una fornitura, che nulla ha che vedere con le dinamiche del volontariato o delle Onlus – batte Sacco – Alcuni consiglieri di maggioranza hanno elogiato gli assessori Paschero e Olia per essere riuscite ad unire tutte le associazioni e fare un bel lavoro condiviso. Mi sembra un versione un po’ diversa rispetto a quella che viene fuori dai giornali locali e sentendo gli umori degli associati. Direi che se dobbiamo attenerci alla dichiarazioni queste associazioni non mi sembrano così contente…»