«Una grande vittoria del centro destra. Uno smacco per la sinistra chierese che perde ogni rappresentante nel Consiglio della Città Metropolitana»

CHIERI, 11 OTTOBRE 2016. «Quando la coalizione è unita il successo elettorale arriva». E’ chiaro il messaggio della capogruppo FI Rachele Sacco all’indomani delle elezioni della Città Metropolitana. «Il risultato ottenuto dalla lista civica “Per Il Territorio” e in particolare da Paolo Ruzzola il candidato che sostenevamo è la conferma che ci stiamo risollevando e che la sinistra sta perdendo consensi – aggiunge Sacco – La mancata rielezione di Martano è chiarificatoria. Gli stessi suoi consiglieri non l’hanno votato ed è deprimente vedere che non sia riuscito ad avere la maggioranza neanche nel paese in cui è sindaco».

Tutt’altro invece per la il centro destra: «A Chieri il candidato Ruzzola che abbiamo sostenuto ha ottenuto 900 preferenze, ma sono state alti anche gli altri risultati, riuscendo a portare ben tre consiglieri in Consiglio metropolitano:  dimostrando che la nostra coalizione dispone di persone il cui operato alla guida dei Comuni è apprezzato e riconosciuto, non solo dai cittadini ma anche dagli amministratori pubblici. Ruzzola ha sempre lavorato bene sui territori ed è una persona di tutto rispetto che merita di rappresentarci, così come Castello di Pianezza, persona che stimo molto e Fava della Lega»

Uno smacco per la sinistra chierese: «Non avremo alcun rappresentante del territorio tra i banchi della Città Metropolitana, ma siamo certi che Ruzzola si farà garante della nostra voce – considera Sacco – Penso però che il nostro sindaco dovrebbe riflettere di più sulle dichiarazioni che rilascia ai giornali. Affermare che d’ora in avanti potrà dedicarsi al territorio lascia molto a cui pensare: vuol dire che prima era proiettato solo verso gli interessi della Città metropolitana e che in questi due anni e mezzo ha accantonato il Chierese? Significa che fintanto che era consigliere non ha fatto nulla come sindaco? Se ne avesse avuto cura del proprio territorio ora non dovrebbe metabolizzare il colpo della sconfitta»