Contributi per eventi non realizzati causa Covid, che fine hanno fatto?

Chieri 10 marzo 2021 “Dall’autunno scorso continuiamo a dirci preoccupati – così dichiarano i consiglieri Sacco e Varaldo – sull’utilizzo del denaro pubblico per i contributi alle realtà locali (associazione, consorzi, aziende, ecc). Si intenda, non siamo contrari al fatto che l’Amministrazione sostenga queste attività, ma tale sostegno andrebbe elargito con misura e, più di tutto, a fronte di eventi e manifestazioni.

Come tutti sanno dall’inizio dell’emergenza sanitaria gli eventi si sono azzerati, ma di contro il Comune ha continuato a stanziare soldi. Anzi un picco di estrema generosità si è visto a fine anno quando hanno dirottato circa duecentomila euro di fondi pubblici per gli eventi del 2021 (ed in parte del finale dell’anno 2020). Nell’interrogazione che abbiamo presentato allo scorso consiglio abbiamo chiesto alla maggioranza perché erogare soldi a questi soggetti se già si poteva intuire che la maggior parte delle manifestazioni non si sarebbe potuta fare? Infatti, i primi tre mesi del 2021 sono andati esattamente come il 2020, ovvero nessuna manifestazione causa Covid-19. Perché, quindi, bloccare così tanto denaro pubblico mentre lo si poteva meglio investire in opere, servizi, e aiuti ai soggetti e imprese in difficoltà?

A quale scopo erogare contributi per eventi non realizzabili?

Ci sarà tempo per gli eventi, per le manifestazioni e le feste, allora il Comune potrà dare i contributi che vuole, ma adesso che senso ha? E, soprattutto, avevamo chiesto al Sindaco e ai suoi che fine facevano i soldi non spesi. Se non si fanno gli eventi non dovrebbero restituirli al Comune? L’Assessore Luciano Paciello ha fatto un lunghissimo intervento per non dare nessuna risposta, per spiegarci i contenuti dei vari eventi e dirci che anche se non li facevano nelle date previste prima o poi li avrebbero fatti. Diciamo che tale affermazione è così banale che non merita commenti. Un’amministrazione accorta dovrebbe sapere quali siano le priorità di una città ed, in questo momento, le priorità sono di natura sanitaria ed economica.

Sapere che tanti soldi vengono “congelati” in attesa di essere spesi piuttosto che usarli per le necessità dei chieresi è a dir poco assurdo. Se, poi, vengono mal utilizzati è peggio ancora. Come nel caso della Fiera di San Martino digitale. Abbiamo interrogato la maggioranza che si è detta soddisfatta sciorinando dati che dovrebbero dare la misura del gradimento. Peccato che le visualizzazioni non rappresentano il solo dato, ma di più contavano i “like”, i commenti, le condivisioni e queste sono state assai poche. Tutto ciò ci è costato 22mila euro, in piena pandemia, per un evento del quale hanno goduto in pochi”.

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