I commercianti chieresi riaprono? Solidarietà alla protesta “io apro”

Chieri 5 aprile 2021 Domani l’Italia sarà percorsa, probabilmente, dall’ondata di protesta sotto il nome di “Io apro” e altre sigle. Moltissime attività, dai bar ai ristoranti, dai parrucchieri alle palestre riapriranno contro i dpcm? A Chieri è attesa una serrata contro le norme che li obbligano alla chiusura al pubblico. Comprendo la loro disperazione, hanno sopportato a lungo tutte le restrizioni che li penalizzano ingiustamente, hanno atteso che lo Stato provvedesse alle ingenti perdite subite nei tanti mesi passati ma sono rimasti profondamente delusi dalle briciole dell’ultimo dl ristori. Ora sono in ginocchio, ridotti a chiudere e indebitati in maniera irreversibile.

Mi sembra normale che ridotti alla disperazione e allo stremo vogliano riaprire. Esercitano un loro sacrosanto diritto: lavorare. Non vogliono contravvenire a nessuna regola, mettere a rischio nessuno, riapriranno rispettando tutte le misure di sicurezza che lo Stato gli aveva imposto e che con grande fatica e spese avevano realizzato pur di lavorare e garantire la sicurezza dei clienti. Io sono solidale e lo Stato deve ascoltarli.

Ci aspettiamo da tutte le istituzioni, Comune in primis, un sostegno alla protesta. E, veramente, sono mesi che chiedo all’amministrazione di attivare contributi e risorse per i commercianti in difficoltà. Senza risposta. Sordi al grido di disperazione di categorie ingiustamente penalizzate e vessate senza alcun reale aiuto. Io sono con tutti quelli che domani riaprono, “Io apro”, l’Italia riapre per scacciare la paura e l’incubo della disoccupazione, delle chiusure, dei fallimenti. Infine, i promotori hanno offerto a chi aderirà tutela legale in caso di sanzioni e provvedimenti, purché si rispettino comunque le basilari norme di sicurezza dettate dai protocolli. 

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