Il gioco è legale, l’unico azzardo è il teatrino della politica regionale

Chieri 21 aprile 2021 In aula discuteranno la proposta di legge, le minoranze hanno già presentato 70mila emendamenti. Se si vuole proprio parlare di gioco d’azzardo, l’unico gioco d’azzardo è quello che sta facendo la politica regionale. In questo periodo è giusto che si sia consapevoli che non si muore solo di covid, c’è un altro dramma quello del lavoro e dell’economia che va a rotoli. Dietro alla legge che si vuole cambiare ci sono migliaia di onesti lavoratori e ci saremmo aspettati una maggiore tutela del lavoro. Il 75% delle persone che lavorano in questo settore sono donne e ci sono molti chieresi tra essi. Legate al gioco ci sono tante attività (bar e sale gioco) che, soprattutto in un periodo come questo, chiuderanno. Anche a Chieri succederà se la legge non viene cambiata.

E’ ora di finire di usare il termine spregiativo “gioco d’azzardo”. Sembriamo delinquenti, ma chi lavora in questo settore è una persona onesta ed il gioco è legale. Se si pensa che in questo modo si elimini per sempre il fenomeno, si sbagliano. Chi smette di giocare in luoghi legali comincerà a farlo on line e nella peggiore delle ipotesi, si rivolgerà al gioco illegale. Così, davvero, si aiutano la criminalità e le mafie. Bisogna puntare sulla prevenzione, bisogna lavorare sull’assistenza alla ludopatia e alle espressioni più estreme del gioco. Con il gioco legale c’è controllo, chi gestisce le sale gioco controlla gli eccessi, che i minorenni non entrino; con il gioco on line tutto questo non esiste e, peggio ancora, se si rivolgono all’illegalità.

Noi vogliamo una nuova legge che metta fine alle ingiuste norme di quella attuale.Sono vicina a lavoratori e dipendenti del settore di Chieri nell’occasione della manifestazione di martedì mattina davanti alla sede del Consiglio Regionale del Piemonte a Torino. Martedì, infatti, si riuniva il Consiglio che dovrà discutere la proposta di legge (la pdl 99/21) che mira a riformare l’attuale legge sul gioco.

Uno dei punti più importanti che necessitano una soluzione è il concetto di retroattività. La legge regionale attuale (il distanziometro) vieta la presenza di apparecchi per il gioco entro un determinato raggio da luoghi sensibili e colpisce anche chi aveva già un locale e una licenza prima dell’entrata in vigore della legge (approvata dalla Regione nel 2016) obbligandolo a chiudere. Una norma che il settore respinge perché ritiene ingiusta per chi ha fatto investimenti e perché porterebbe di fatto all’immediata chiusura di centinaia di sale gioco con un enorme perdita di attività e posti di lavoro.

NO ALLA ILLEGALITÀ,  NO ALLA RETROATTIVITÀ.

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