I fondi del Mes rilancerebbero l’Ospedale Maggiore di Chieri

Chieri, 9 ottobre 2020. I fondi del Mes, il grande prestito europeo definito come salva Stati. A seguito dell’emergenza sanitaria potrebbe essere la svolta decisiva per rilanciare l’importanza e la centralità del presidio sanitario chierese. Il Governo giallorosso, nonostante la quotidiana crescita dei contagi e la prospettiva di una seconda ondata del Covid-19, continua a tergiversare sulla richiesta di erogazione dei fondi europei. In particolare la quota destinata alla sanità. Fondi che sarebbero dovuti arrivare già in estate se l’esecutivo Conte si fosse mosso con celerità e lungimiranza. Questo avrebbe permesso importanti investimenti su tutti gli ospedali italiani per potenziarli ed attrezzarli in vista proprio di una ripresa dell’epidemia.

La lezione della prima ondata è stata quella che gli ospedali locali rivestono un ruolo fondamentale per la prossimità con l’utenza. Oggi più che mai diventa fondamentale non solo preservare l’esistenza dell’ospedale di Chieri, ma potenziarlo e specializzarlo. In particolare per tutti gli esami, i tamponi, gli hotspot, la prevenzione e l’assistenza nell’evenienza della probabile seconda ondata dell’autunno-inverno. I fondi del Mes rilancerebbero quindi il valore dell’Ospedale Maggiore di Chieri.

Un’opportunità per i presidi sanitari locali grazie ai soldi del Mes

Gli stessi fondi permetterebbero all’Asl TO5 di rivedere anche il piano sanitario. Tornando sulla questione dell’ospedale unico con una nuova visione della strategia sanitaria sul territorio che favorisca la prossimità e la specializzazione dei presidi. E non la soppressione di importanti punti di riferimento. Costringendo così il cittadino a difficili ed inutili spostamenti per le cure sul territorio per poi trovarsi in casi eccezionali in lunghe code ed attese per tamponi ed esami.

“Chiediamo al Governo di accelerare l’iter di trasferimento dei fondi del Mes, di renderli immediatamente disponibili per fronteggiare le future emergenze, chiediamo all’Asl TO5 e ai sindaci del territorio di impegnarsi a reperire i fondi che rilancierebbero l’ospedale Maggiore e dare nuove prospettive e nuova vita alla sanità chierese”.

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