Sicchiero e la maggioranza snobbano i bar e i ristoranti. Respinto l’ordine del giorno sulla riapertura dei locali

A parole sono tutti bravi, ma quando è ora di fare qualcosa di concreto e prendere una posizione è “normale” vedere Il Sindaco Alessandro Sicchiero e la sua maggioranza defilarsi. Peggio. Nell’ultimo consiglio avevamo proposto un semplice appello, attraverso un ordine del giorno, al Governo di permettere la riapertura dei locali, l’estensione dell’orario di apertura diretta, l’erogazione dei ristori per la categoria di bar, ristoranti, birrerie e molti altri che soffrono da mesi per le forzate chiusure e limitazioni. E’ un settore in gravissima e palese crisi, per altro un’analoga azione era stata appoggiata dall’ANCI, l’associazione dei comuni italiani ( di cui Chieri fa parte). Lo scopo era dare voce alla sofferenza degli imprenditori chieresi. Ma, come siamo da tempo abituati, solo perché la proposta arriva da noi, della minoranza, allora è da respingere. Per sostenere l’insostenibile abbiamo dovuto ascoltare ogni sorta di scusa possibile. Il Sindaco ha fatto che liquidare la questione dicendo che se lo dicono gli scienziati del CTS di chiudere a noi non spetta mettere in discussione, ma al massimo cercare di far capire le norme. Mi sa che chi non ha capito è proprio lui.

La sofferenza economica per bar e ristoranti

Nessuno mette in discussione le regole assunte a tutela della salute di tutti, ma si chiedeva di prendere in considerazione la sofferenza economica di un settore e delle tantissime persone e famiglie che di questo settore vivono. Per non parlare del consigliere Franco Bosco che chiude il suo intervento con <non vedo la necessità di riaprire> dimostrando di non conoscere per niente la gravità della situazione economica in cui versano tali attività. Non condividiamo affatto questo approccio, questo menefreghismo, e se la voce di queste persone non troverà eco nella maggioranza dell’amministrazione di Chieri saremo comunque noi a farci portavoce, con tutti i limiti, ovviamente, ma non possiamo lasciare soffrire in silenzio ed inascoltati lavoratori ed imprenditori della nostra città. In conclusione, come nel corso dello stesso consiglio è emerso, per Sicchiero ed i suoi è più giusto occuparsi della sofferenza degli immigrati in Bosnia, piuttosto che di quella dei cittadini di Chieri.

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