L’Amministrazione Sicchiero risponde alla crisi economica aumentando le tasse e non dando sostegno a chi ha più bisogno

Chieri 13 aprile 2021 “Il popolo ha fame! Se non hanno più pane, che mangino delle brioches”. Questa famosa risposta calzerebbe a pennello al sindaco di Chieri Sicchiero alla luce delle recenti e gravi decisioni prese da lui e dalla sua amministrazione. Parliamo di irragionevoli aumenti delle tasse nei confronti di attività e cittadini di Chieri in un momento di palese crisi economica.

Ci riferiamo agli aumenti della TARI, la tassa rifiuti, del 34% e della tassa di occupazione di suolo pubblico. L’aumento della tari ai commercianti e pubblici esercizi ha già sollevato le proteste di Roberto Pezzini, Presidente del Comitato Centro Storico dei commercianti.

In consiglio ho chiesto di rivedere immediatamente le tariffe e intervenire con importanti riduzioni. Per la ex cosap ho chiesto di abbattere gli aumenti. Chieri ha una tariffa per l’occupazione di suolo pubblico di cantieri e ponteggi più alta di città di pregio come Venezia, Milano e più alta che a Torino. La maggioranza naturalmente si è rifiutata di tornare sui suoi passi. Non solo, nell’ultimo consiglio era in approvazione il bilancio di previsione, chiamato dup, ci saremmo aspettati una riduzione della pressione fiscale su imprese e cittadini già gravati dalla crisi economica e dalle difficoltà legate alle chiusure e alle norme del dpcm, ovviamente di tutto questo nessuna traccia anzi solo aumenti.

Ci aspettavamo anche un bilancio all’insegna di azioni forti e concrete a sostegno della ripresa, aiuti economici di vario genere per le famiglie, per i chieresi, per l’economia della città, per tutte le criticità irrisolte ed emerse nell’ultimo anno di epidemia. Nulla di nulla.

Ridurre le tasse e dare aiuti a favore delle famiglie di Chieri

Leggendo questo Dup (Documento Unico Programmatico,) in particolare nella parte dedicata ai progetti strategici c’è subito una questione che balza palesemente agli occhi: l’enorme disparità tra le argomentazioni dedicate al tempo libero, cultura, spettacoli e quelli invece dedicati all’assistenza e alla cura delle persone fragili. Per il sociale, per il benessere della popolazione chierese che ha bisogno di aiuto, sono stati aperti tanti tavoli e consulte, ma ben poco è stato fatto. Infine, nella parte dedicata al lavoro e all’imprese non c’è una sola traccia di sgravi fiscali, di agevolazioni.

Bisogna mettere i progetti, le iniziative, le azioni per salvaguardare le imprese. Basta tavoli e consulte senza azioni. Ho votato contro ad un bilancio cieco ai bisogni dei cittadini e della città e continuerò, per quanto mi è possibile, a battermi e a trasmettere il grido di disperazione e le necessità dei chieresi al consiglio comunale e ad un’amministrazione che ancora una volta ha perso l’occasione di fare qualcosa di buono per la città. 

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