Telecamere nelle Rsa e asili contro la violenza nei confronti dei più indifesi, per la maggioranza non servono

Chieri 9 marzo 2021 Per la maggioranza le telecamere nelle Rsa e negli asili e asili nido non servono. Basterebbero, purtroppo, i troppi fatti di cronaca a dimostrare il contrario, non ultimo quello avvenuto a Mondovì con una maestra accusata di picchiare ed insultare bimbi di tre anni. Scoperto grazie alle denunce e alle telecamere messe dai carabinieri.

Quello che abbiamo cercato di far capire alla maggioranza consigliare, con un nostro ordine del giorno, è che le telecamere in queste strutture servirebbero a scopo preventivo, perché le telecamere messe dai carabinieri, purtroppo, sono installate sempre in seguito a violenze consumate e reiterate. Ma tant’è da questo orecchio Sicchiero e compagni non ci sentono. Per loro la sicurezza è una questione di educazione, loro vivono in un mondo idilliaco, dove tutto si risolve con percorsi educativi, richiami e belle parole. Noi, invece, ci definiamo più pratici.

Una proposta di legge sulle telecamere nelle Rsa e negli asili sarebbe già pronta

Una proposta di legge già esiste, ma langue in attesa di approvazione. Volevamo che il Consiglio si esprimesse chiedendo di riprendere in mano la questione da parte del Governo e Parlamento, ma ci è stata bocciata anche questa. Per noi la difesa dei soggetti più deboli e indifesi, bambini in età pre-scolare e anziani nelle rsa, è un dovere, un fondamento. Le telecamere forse non impediranno in assoluto il ripetersi di violenze così ignominiose, ma sicuramente rappresenterebbero un ottimo deterrente. 

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