Rachele Sacco

Sanità

Ordine del giorno: non autosufficienti

Al Sindaco
All'assessore competente
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Segretario Comunale

Chieri lì, 20 Febbraio 2023

Per una riforma del disegno di legge per i non autosufficienti

PREMESSO CHE

Il 20 gennaio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge per gli anziani non autosufficienti.

CONSIDERATO CHE

Il disegno di legge è stato poi inviato alla Presidenza del Senato il 27 Gennaio 2023 col n. 506 e prevede (o meglio non prevede) :

Non ci sono diritti esigibili (cioè assolutamente certi), perché le risorse sono quelle «disponibili a legislazione vigente».

Sono esclusi dal SSN gli anziani malati cronici non autosufficienti, emarginati in un nuovo contenitore ghetto, il «Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente» (Snaa), che interviene solo per i poveri

Non sono previsti nei Lea assegni di cura per le cure domiciliari

Rischio concreto di vedersi negare il diritto esigibile al ricovero in convenzione in Rsa.

Inoltre il DDL prospetta l’istituzione di un SNAA «Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente» al quale destinare tutti i malati anziani non autosufficienti, in sostanza una alternativa emarginante e senza diritti universalistici rispetto al SSN, Servizio sanitario nazionale, per le esigenze di cura di lunga durata (long term care) contiene l’assalto al diritto oggi esigibile, universalistico e non vincolato all’Isee o ai redditi disponibili, all’indennità di accompagnamento, unico risarcimento certo dello Stato, erogato «al solo titolo della minorazione» (legge 18 del 1980) per chi dipende in tutto e per tutto dall’aiuto di altri per le funzioni vitali non prevede un adeguato impegno strategico per potenziare l’offerta di supporti domiciliari tutelari negli atti della vita quotidiana per gli anziani malati non autosufficienti.

Non prevede alcun rafforzamento dei LEA – Livelli essenziali delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, né più diritti entro il Servizio sanitario nazionale per gli anziani malati non autosufficienti.

Il DDL prospetta un sistema nel quale gli interventi domiciliari mirati alla cura e alla tutela negli atti della vita quotidiana dei malati (e, prevedibilmente, delle persone con grave disabilità) non autosufficienti debbano essere compito dei soli servizi sociali, o delle famiglie nel modello così delineato, afferente al solo comparto sociale,  imporrebbe nuovi e maggiori oneri agli Enti locali, non prevedendo risorse aggiuntive con cui farvi fronte.

PRESO ATTO CHE

Il testo così come deliberato dal Consiglio dei Ministri presenta punti molto critici si chiede di essere rivisto e integrato come segue in questo documento.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

Ad inoltrare il seguente Ordine del Giorno ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, delle Commissioni Parlamentari competenti sul “DDL non autosufficienza”, del Consiglio dei Ministri nonchè ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali,

Affinché il testo venga opportunamente emendato al fine di:

Salvaguardare il carattere universalistico del Servizio sanitario nazionale, destinato a tutti i malati, compresi quelli non autosufficienti, e, come previsto dalla legge 833 del 1978, «senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio») e dell’indennità di accompagnamento (erogata «a solo titolo della minorazione»);

Confermare il mantenimento della titolarità sanitaria e della programmazione e del finanziamento delle prestazioni socio-sanitarie in ambito Lea: domiciliari, semiresidenziali e residenziali; nonchè l’esigibilità e l’aumento degli interventi sanitari a domicilio: infermieristici, diagnostici (come la radiologia domiciliare e i prelievi per esami), riabilitativi destinati anche ai malati non autosufficienti;

Formalizzare, come diritto esigibile sotto la titolarità del Servizio sanitario nazionale (Lea) e con una sua compartecipazione finanziaria, di un contributo per la tutela negli atti della vita quotidiana (p. es. aiuto per la messa a letto e l’alzata, accompagnamento all’utilizzo del bagno o pulizia e igiene personale per chi è incontinente, preparazione di alimentazione adeguata e/o imboccamento; aiuto nella vestizione, monitoraggio e somministrazione delle terapie) degli anziani malati non autosufficienti.

RACHELE SACCO Capogruppo PROGETTO PER CHIERI – SALVIAMO L’OSPEDALE INSIEME

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